17 ottobre 2019
Aggiornato 01:30
Caso Libia

Unicredit, Profumo verso le dimissioni

Martedì Cda straordinario con all'ordine del giorno «i rapporti con il top management». Le deleghe passerebbero così al presidente Dieter Rampl

MILANO - Tempesta a Unicredit, la maggiore banca italiana e uno dei maggiori istituti d'Europa. L'amministratore delegato Alessandro Profumo è vicino alle dimissioni. Il tema del rapporto con il top management della banca sarà al centro del cda straordinario convocato per oggi pomeriggio e nel mirino di diversi azionisti c'è proprio l'operato di Profumo. «Probabilmente Profumo darà le dimissioni», si apprende da una fonte vicina alla situazione.
Secondo la stessa fonte, il cda a quel punto affiderebbe temporaneamente le deleghe di Profumo al presidente Dieter Rampl e per un certo periodo la banca potrebbe essere guidata da un 'management team' composto dai vice Ceo.

Il caso Libia - Il cda straordinario giunge dopo che negli ultimi giorni sono cresciute esponenzialmente le polemiche sull'avanzata libica in Unicredit, con la quota in mano alla Banca centrale libica e al Fondo sovrano Lia che è salita complessivamente al 7,56% (4,99% la Banca centrale libica e 2,57% la Lybyan investment Authority). Mentre Tripoli è un azionista che ha acquistato peso di recente, sono le Fondazioni le azioniste storiche del gruppo. Di rilievo c'è poi la partecipazione di Mediobanca che detiene il 5,14% del capitale.

Questa la mappa dell'azionariato di Piazza Cordusio con i soci sopra la soglia del 2% del capitale: Mediobanca 5,14%; Aabar 4,99%; Central Bank of Libya 4,99%; Libyan Investment Authority 2,57%; Fondazione Cariverona 4,63%; BlackRock 4,02%; Fondazione Cassa di risparmio di Torino 3,32%; Carimonte Holding 3,17%; Allianz 2,04%.