15 ottobre 2019
Aggiornato 08:00
Unicredit

Comba: verificheremo in assemblea l'operato di Profumo

Il Presidente della Fondazione torinese Crt al Corriere Economia: «Siamo stati i più fedeli alla sua linea»

MILANO - «Noi siamo stati storicamente i più fedeli alla linea di Profumo, anche a costo di gravi sacrifici per la Fondazione Crt. Occorrerà verificare in assemblea dove parteciperemo se il suo operare è stato più o meno conforme ai nostri interessi». Questa la posizione espressa da Andrea Comba, presidente della Fondazione torinese Crt, azionista in Unicredit con il 3,3%. In un'intervista al Corriere Economia il presidente interviene sul caso Unicredit mentre si infittiscono le indiscrezioni che vogliono l'ad Alessandro Profumo sotto pressione per l'ascesa dei libici nel capitale della banca.

IL RUOLO DELLE FONDAZIONI - Comba spiega, a proposito del ruolo delle fondazioni, che «c'è un aspetto di natura legislativa che raramente viene messo nella giusta evidenza e che invece determina il nostro comportamento: l'incompatibilità tra l'essere membro delle fondazioni e la partecipazione al consiglio di amministrazione della banca conferitaria. Il punto fondamentale è questo». «Noi - aggiunge - non possiamo minimamente intervenire nella gestione di Unicredit proprio perché c'è questa separazione di origine legislativa, stabilita dalle legge Ciampi. Quindi davanti a queste preclusioni (nei confronti dei libici, ndr.) le fondazioni possono fare, ma non molto».