17 luglio 2019
Aggiornato 02:00
Immatricolazioni auto

Agosto negativo per il mercato dell'auto: -19%

Federauto: «Ma la verità che emerge dalle vendite a privati, dato non inquinato dalle kmzero, è ben più preoccupante: -29%»

ROMA - «Qui tutti stiamo perdendo: i concessionari di auto, denaro, e infatti oltre la metà consuntiveranno nel 2010 una forte perdita e molti saranno costretti a chiudere i battenti; i dipendenti, il posto di lavoro, senza poi alternative concrete, e infatti nel 2010 verranno bruciati 15.000 posti di lavoro diretti nelle concessionarie che, ricordo, occupano 178.000 persone e da sole fatturano il 6% del PIL italiano; e lo Stato, che introiterà circa 2 miliardi di IVA e altre imposte in meno», dichiara Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l'associazione dei concessionari d'auto di tutti i brand commercializzati in Italia. «Mi spingo oltre, sta subendo gravi danni l'intero «sistema paese» perché nell'auto lavorano da 700.000 a 1.000.000 di persone, e anche dal lato Costruttori si bruceranno decine di migliaia di posti di lavoro nella produzione diretta, nell'indotto e nella commercializzazione. Una vera ecatombe che mostrerà il suo vero volto quando gli ammortizzatori sociali non saranno più sostenibili; e infatti molte regioni hanno già lanciato l'allarme dichiarando che non ci sono più fondi per la cassa integrazione in deroga. Eppure, mi dispiace dirlo, il problema sembra non interessare nessuno, Governo in primis».

Il numero uno dei concessionari italiani continua: «Secondo le stime del nostro osservatorio, da tempo precise e affidabili, agosto consuntiverà un -19%. Ma la verità è più grave perché guardando la «vendita a privati», dato non inquinabile dalle kilometrizero, questa scende di circa -29%. Un altro risultato fortemente negativo che si aggiunge a quello dei mesi precedenti, e che proietta il 2010 a perdere sul 2009 circa 400.000 vetture. Ma se lo confrontiamo con il 2007 perderemo 800.000 vetture. E le previsioni per il 2011 sono terribili.»

Pavan Bernacchi precisa: «Stiamo anche compromettendo un traguardo importante verso lo svecchiamento del parco circolante che si tradurrebbe in vetture meno inquinanti e più sicure. A beneficio della collettività con la riduzione delle malattie legate alla qualità dell'aria (leucemie, tumori, forme allergiche e asmatiche), e al contenimento di incidenti stradali mortali o inabilitanti (grazie ad ABS, Airbag e ESP di nuova generazione). Chiediamo quindi, ancora una volta, una politica per agevolare le vetture a GPL e Metano, a basso impatto ambientale, e azioni volte a ridurre la pressione fiscale completamente starata rispetto agli altri paesi europei, nei confronti delle vetture e dei veicoli commerciali delle aziende. Aziende che in questo momento di difficoltà hanno ridotto il rinnovamento dei loro parchi.»

Pavan Bernacchi conclude: «Ben vengano le discussioni sulla politica e i sistemi di relazione industriali, ma ci si occupi anche delle sorti della distribuzione, in attesa che l’economia sia in grado di offrire al comparto gli stimoli necessari per sostenersi autonomamente. È un fatto che la crisi colpisca, oltre che il fisco, in termini di forti riduzioni delle entrate dalla vendita di auto, anche i concessionari, che non hanno la possibilità di agire su più tavoli come le Case automobilistiche e per sopravvivere non hanno altra strada che il taglio dei costi di struttura, primo tra tutti quello del personale».