22 gennaio 2022
Aggiornato 07:30
Medio Oriente

Israele e Anp tornano a parlarsi: negoziati dal 2 settembre

A Washington alla presenza di Obama. Il NYT: «Netanyahu e Abu Mazen attesi a Washington. Vittoria del presidente Usa»

NEW YORK - I negoziati diretti fra israeliani e palestinesi riprenderanno il 2 settembre a Washington, alla presenza del presidente degli Stati Uniti Barack Obama: lo hanno reso noto fonti diplomatiche del Quartetto per il Medio Oriente (Stati Uniti, Russia, Ue ed Onu), precisando che le trattative dureranno in linea di principio 12 mesi e che un annuncio ufficiale si avrà in giornata.
I negoziati indiretti fra Anp e Israele - condotti con la mediazione statunitense - erano ripresi il 9 maggio scorso: i colloqui dovevano durare quattro mesi e riguardare tutte le questioni relative allo status finale dello Stato palestinese, tra le quali la demarcazione delle frontiere, così come le garanzie di sicurezza per lo Stato ebraico.

ISRAELE - Alcune settimane fa il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva reso noto che le trattative dirette sarebbero iniziate entro metà agosto: il presidente dell'Anp Abu Mazen aveva tuttavia recentemente definito «inutile» la ripresa dei negoziati diretti, dato che a suo parere ciò che sembra offrire Israele è la volontà di riprendere le trattative da zero: l'Anp vuole invece il rispetto degli accordi raggiunti con il precedente esecutivo di Ehud Olmert, oltre al congelamento delle attività edilizie negli insediamenti cisgiordani e a Gerusalemme Est, condizioni che lo Stato ebraico ha finora rifiutato.

ANP - Abu Mazen deve fare fronte però proprio alle insistenze della Casa Bianca per un cambio di passo nei negoziati: secondo un rapporto interno dell'Anp Mitchell avrebbe chiesto al Presidente palestinese di passare alle trattative dirette con lo Stato ebraico; il documento sottolinea tuttavia che rinunciare alle garanzie e alle condizioni poste dallo stesso Abu Mazen per aprire un negoziato faccia a faccia costituirebbe un «suicidio politico».

LEGA ARABA - La Lega araba da parte sua ha dato il via libera ai negoziati diretti, precisando tuttavia che spetta a quest'ultima stabilire i tempi per il passaggio alle trattative bilaterali. In una lettera indirizzata all'Amministrazione Obama i Ministri della Lega hanno poi sottolineato come debbano sussistere tre condizioni per un avvio dei negoziati diretti: innanzitutto, si dovrà trattare della «fase finale» del processo di pace, dovrà esistere una chiara tabella di marcia per i colloqui e dovranno venire creati degli adeguati meccanismi di controllo e verifica degli accordi.