22 febbraio 2020
Aggiornato 20:00
La manovra

Scioperano le Toghe. Anm: un successo. Mancino eccessivo

Il vice presidente del Csm critica la protesta: «Autonomia non dipende da stipendi». Solidarietà dall'Idv e dal Pd. Mastella: «Evitare rotture toghe-politica»

ROMA - «Un successo». «Eccessivo». Due modi diversi, opposti, di definire lo stesso avvenimento, ovvero lo sciopero che oggi ha visto oltre l'80% dei magistrati astenersi dalle udienze. Da un lato ci sono i promotori, ovvero l'Associazione nazionale magistrati, che con il presidente Luca Palamara parlano di «massiccia partecipazione» alla mobilitazione, con percentuali di adesione «tra l'80 e l'85%» che «aumentano se si tiene conto anche dei magistrati assenti dal servizio e di quelli che, pur aderendo alla protesta, erano impegnati in servizi non differibili»; dall'altro, il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, che stamattina, aprendo il plenum dell'organo di autogoverno della magistratura, ha definito lo sciopero, appunto, «eccessivo», sebbene anche nel 'suo' plenum gli unici a dire no alla mobilitazione siano stati i consiglieri laici di centrodestra, Gianfranco Anedda e Michele Saponara.

Insomma, se un orgoglioso Palamara ha parlato, nel pomeriggio, di «uno sciopero pienamente riuscito», perchè «la grande partecipazione all'iniziativa ha dimostrato la fondatezza delle ragioni della protesta contro disposizioni inique e irrazionali», un Mancino molto meno entusiasta ha sottolineato che astenersi dalle Aule è stata una «reazione eccessiva» ai seppur oggettivi tagli alle retribuzioni dei magistrati contenuti nella manovra economica del governo. «Mi auguro - ha detto il vicepresidente del Csm - una ripresa della trattativa e un modo più moderato di reagire rispetto a una manovra che non riguarda solo i magistrati».
Parole, queste, che hanno lasciato il segno in Palamara e nei vertici della magistratura organizzata, «stupiti» e «rammaricati» dalle dichiarazioni del numero due di palazzo dei Marescialli.

Dal mondo politico numerose, e di segno diverso, le reazioni allo sciopero. Se nei giorni scorsi il Pdl ha parlato di un'astensione «strumentale» a un progetto politico o di «meri interessi di bottega» di fronte a una crisi economica «la cui soluzione necessita dello sforzo di tutti», oggi i magistrati hanno incassato la solidarietà di Pd e Idv.