16 luglio 2019
Aggiornato 02:00
FEDERAUTO

Immatricolazioni auto, a giugno ancora -30%

Il secondo trimestre del 2010 svela il vero volto del Mercato dell'Auto

ROMA – «Il trend negativo delle vendite di autovetture nuove già delineatosi ad aprile e maggio scorsi si conferma a giugno e preoccupa sempre di più, soprattutto perché la quota di vendite a privati - il mercato vero, non inquinato dalle kilometri zero - continua a registrare perdite pesantissime, secondo le nostre stime intorno al 30%. E l'andamento degli ordini non lascia intravedere una ripresa a breve. Per tornare ai livelli del 2007 si stima occorreranno circa 4 anni.» Così Filippo Pavan Bernacchi, presidente della neonata Federauto (già Federaicpa), l'associazione dei concessionari d'auto di tutti i brand commercializzati in Italia, si è espresso sulla previsione di chiusura del mercato auto di giugno 2010.

Il presidente di Federauto ha poi aggiunto: «Occorre un'inversione di tendenza. E' assolutamente necessario e urgente un incontro con i massimi esponenti del Governo per poter illustrare i dati consolidati del mercato successivo alla scadenza degli incentivi governativi 2009. Ricordiamo che le vetture vendute nel 2009 con incentivo governativo potevano essere immatricolate fino al 31 marzo 2010. Per questo motivo il vero mercato del 2010 si può leggere a partire dal primo aprile. L'analisi risulta significativa perché non si concentra su un mese ma su arco temporale più ampio: il secondo trimestre dell'anno».

Anche di questo si è parlato oggi durante un incontro congiunto fra Federauto e le associazioni dei Costruttori Anfia (che rappresenta i nazionali) e Unrae (che rappresenta gli esteri). Incontro tenutosi a Roma presso la sede di Confindustria. In questa occasione sono stati affrontati diversi temi inerenti il rapporto Case-Concessionari-Governo.
Pavan Bernacchi conclude: «Se il trend di questi ultimi tre mesi venisse confermato: lo Stato introiterebbe circa 2 miliardi di imposte a vario titolo in meno, i concessionari dovrebbero agire sui costi del personale sopprimendo circa 15.000 posti di lavoro, cui si aggiungerebbero 30.000 dell'indotto».
Federauto sta mettendo a punto un pacchetto di proposte al fine di sostenere la domanda, aiutare le famiglie italiane e ridurre l'inquinamento ambientale.