Alfano ai Magistrati: sciopero politico
«Ma il prezzo per le giovani Toghe è troppo alto: mi batterò per loro». Le toghe: c'è ben poco di politico nella protesta
ROMA - «Lo sciopero dei magistrati è uno sciopero politico». E' il giudizio del Guardasigilli Angelino Alfano, ai microfoni del Tg1.
«Il Governo chiede ai magistrati un sacrificio così come lo chiede alle altre componenti del Paese», spiega Alfano, che però riconosce un punto fondato nelle proteste dei giudici: «C'è però un aspetto su cui mi batterò, quello dei giovani magistrati, perchè a loro si chiede un costo individuale troppo alto».
La replica delle toghe: «C'è ben poco di politico in questo sciopero» ha detto il presidente dell'Anm, Luca Palamara. «Il sistema giudiziario - ha aggiunto - versa in una grave crisi di credibilità e questo il ministro Alfano lo sa molto bene poiché è proprio questo il compito che la Costituzione assegna al ministro. Vedendo la manovra - ha concluso - sicuramente emergono degli aspetti che ci portano a ritenere che sia mossa da intenti punitivi». Al fianco dei magistrati scendono il Pd e l'Idv. Per il responsabile Giustizia dei democratici, Andrea Orlando, non è «politico» lo sciopero dei magistrati, ma «politici perché punitivi» sono semmai i tagli alla giustizia previsti dalla manovra. «L'Anm che fa uno sciopero politico? Parole molto gravi quelle del guardasigilli. Angelino Alfano si conferma ancora una volta ministro contro la Giustizia e le sue parole rivelano il mandato politico» fanno sapere dal canto loro i dipietristi.
«Costi alti per i giovani» - «Ai giovani magistrati si chiede un costo individuale troppo alto a fronte di un gettito complessivo abbastanza basso per il Paese» ha aggiunto Alfano, promettendo che si impegnerà «per risolvere nel percorso di conversione questo aspetto del problema». Per il Guardasigilli «il governo chiede ai magistrati un sacrificio così come lo chiede alle altre componenti del Paese». Però, ha aggiunto, «c'è un aspetto su cui mi batterò e mi impegnerò a fianco dei giovani magistrati». Perché, ha spiegato, quello delle giovani toghe «è un ambito di un problema più ampio» e a loro «si chiede un costo individuale troppo alto a fronte di un gettito complessivo abbastanza basso per il Paese. Quindi mi impegnerò per risolvere nel percorso di conversione questo aspetto del problema».
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