12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Politica

Dl incentivi, Napolitano avverte

«Basta comprimere il ruolo delle Camere». Bene da Pd-Idv-Udc. La Pdl tace, il finiano Granata: «Richiamo opportuno»

ROMA - Il dl incentivi è legge. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo ha firmato riconoscendo che il provvedimento contiene misure di «indubbia utilità» come la lotta all'evasione fiscale, ma non ha risparmiato critiche. Rilievi di merito e di metodo, contenuti in una ampia e articolata lettera che il capo dello Stato ha inviato ai presidenti di Camera e Senato e al premier. Il punto è sempre lo stesso: decreti legge eterogenei e votati a colpi di fiducia che finiscono per eludere anche «la valutazione spettante al presidente della Repubblica». In questo modo il ruolo del Parlamento viene «compresso» e mortificato, come Napolitano ha già ricordato in più di un'occasione.

Rinviare la legge alle Camere però avrebbe comportato «il rischio della decadenza del decreto legge» che contiene misure importanti come «il contrasto dell'evasione fiscale e il reperimento di nuove risorse finanziarie». Per questo il presidente ha scelto di firmare pur ammonendo il governo e la maggioranza a non continuare sulla strada dei decreti 'omnibus'. E' una sorta di avvertimento quello che formula Napolitano: «Ove si persista nella tendenza a caricare di contenuti impropri i disegni di conversione dei decreti-legge, la preoccupazione per i rischi che può comportare la decadenza di un determinato decreto-legge non potrà ulteriormente trattenermi - scrive Napolitano - dall'esercitare la facoltà di rinvio alle Camere della relativa legge di conversione».

Certo, il problema è di ordine generale e si può immaginare che all'interno di una riforma di revisione costituzionale si debba puntare a garantire «un migliore equilibrio tra i poteri spettanti al governo, alle Camere e al presidente della Repubblica nell'ambito del procedimento legislativo». Da qui «il richiamo al senso di responsabilità del governo e del Parlamento e in particolare dei gruppi di maggioranza affinchè non si alterino gli equilibri costituzionali per quel che riguarda l'adozione dei decreti-legge e i caratteri di omogeneità che ne devono contrassegnare i contenuti».

Idv e Pd plaudono all'iniziativa di Napolitano considerando le sue critiche «del tutto appropriate e pienamente motivate» e richiamando il governo «a rispettare procedure e sostanza delle istituzioni e della democrazia». Secondo il segretario Pierluigi Bersani, poi, dilaga la «scorrettezza istituzionale» e «sembra quasi che si voglia avere il via libera ai decreti da parte del presidente della Repubblica, salvo poi farne un uso inappropriato e distorto». D'accordo anche l'Udc che dice basta «agli strappi istituzionali» mirati a «produrre norme chiaramente in contrasto con la Costituzione». Unico commento dalle fila della maggioranza da parte del 'finiano' Fabio Granata che è perfettamente d'accordo con il Colle: «Ancora una volta - dice - Napolitano difende le prerogative costituzionali e il ruolo centrale delle Camere con un richiamo equilibrato, autorevolissimo e opportuno».