Il piano d'austerità greca: tagli da 30 miliardi di euro
Il Ministro delle finanze Georges Papaconstantinou: «Il deficit dovrà tornare al 3% entro il 2014»
BRUXELLES - L'accordo raggiunto ad Atene per un programma pluriennale di consolidamento di bilancio e di riforme strutturali, fra le autorità greche da una parte e dall'altra la Commissione europea, la Banca centrale europea e il Fondo monetario internazionale, prevede tagli alla spesa pubblica da 30 miliardi di euro entro il 2012, e il rientro del deficit pubblico al 3% entro il 2014, con una riduzione di 11 punti percentuali in quattro anni.
ALTRE MISURE - L'accordo prevede anche il taglio della tredicesima e della quattordicesima degli impiegati pubblici. Lo ha riferito ad Atene, durante una conferenza stampa, il ministro delle Finanze Georges Papaconstantinou. Papaconstantinou ha precisato che verranno comunque previste delle compensazioni per i redditi più bassi. Altra misure di austerità prevista è un nuovo aumento dell'Iva, che è già al 21%, di due punti percentuali. «Daremo le risposte che si aspettano i nostri partner, tutti conoscono la posta in gioco, tutti conoscono i nostri programmi», ha detto il ministro delle Finanze.
PRESTITI PER 120 MILIARDI DI EURO - Il ministro greco non ha rivelato l'ammontare esatto dei prestiti previsti dal meccanismo congiunto eurozona/Fmi, dicendo che sarà annunciato nel pomeriggio a Bruxelles, dopo il via libera da parte dell'eurogruppo. E' noto per il primo anno i paesi dell'eurozona metteranno sul tavolo 30 miliardi di euro e l'Fmi circa 15 miliardi (ma forse di più, secondo indiscrezioni recenti), mentre per l'ammontare complessivo su tre anni la cifra considerata più probabile finora è quella di 120 miliardi di euro. Papacostantinou ha annunciato poi che il debito pubblico greco aumenterà ancora, arrivando a superare il 140% del Pil nel 2014, per poi cominciare a scendere. La Grecia, ha aggiunto, intende tornare a finanziarsi «al più presto possibile» con il ricorso ai mercati e la normale emissione di bond, anche se «gradualmente», così come prevede d'altra parte il meccanismo di assistenza congiunto eurozona/Fmi.
Il premier greco George Papandreou aveva in mattinata parlato della necessità di «grandi sacrifici» perchè l'alternativa è la «bancarotta» del paese. Ma i sindacati sono sul piede di guerra.
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