10 aprile 2020
Aggiornato 21:00
Il Premier greco il 9 marzo incontra Obama

Papandreou: nessuno pagherà per noi

Appello per il sostegno popolare. Secondo i tecnici della Ue il piano di tagli non basta, verso nuove misure

ATENE - Il premier socialista greco, George Papandreou, ha lanciato un appello ai cittadini affinché si assumano le loro responsabilità per uscire dalla crisi economica, sottolineando che «nessun altro paese pagherà» per loro. La settimana prossima il commissario europeo per gli Affari economici, Olli Rehn, sarà ad Atene e il 5 marzo Papandreou sarà a Berlino per incontrare il cancelliere tedesco Angela Merkel, il cui paese è il più fiero oppositore dell'ipotesi di un aiuto europeo nei confronti della Grecia. Il 9 marzo il premier greco sarà a Washington dove incontrerà il presidente statunitense Barack Obama.

Numerose grandi banche tedesche hanno annunciato oggi che hanno deciso di non sottoscrivere, nel breve termine, nuove obbligazioni dello Stato greco. «Nessun altro paese pagherà per i nostri debiti, nessun altro può risolvere il nostro problema», ha dichiarato Papandreou al parlamento, rispondendo alle critiche dell'opposizione comunista sulla cura di austerità che il governo intende imporre al paese e che, secondo alcuni osservatori, potrebbe presto essere rafforzata da nuovi provvedimenti.

«Se il nostro paese facesse bancarotta, non potesse più ottenere prestiti, le prime vittime sarebbero i più deboli», ha spiegato, a due giorni dalla manifestazione che ha riempito le strade di Atene di migliaia di persone. «Il nostro dovere è dimenticare il costo politico e pensare alla sopravvivenza della patria», poiché le passate gestioni «ci costringono a dei cambiamenti bruschi e a tagli necessari», ha spiegato, aggiungendo: «Abbiamo l'obbligo, nei confronti del popolo greco, di fare ora tutto il possibile per far fronte ai pericoli immediati, e di farlo oggi, perché domani sarà troppo tardi».

Secondo l'agenzia di stampa greca Ana, la missione di tecnici della Commissione europea, accompagnati da quelli della Banca centrale europea e del Fondo monetario, avrebbe concluso che il piano di rigore non sarebbe sufficiente a ridurre il deficit di 4 punti, all'8,7% del pil, come promesso da Atene. (Fonte: Afp)

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal