20 ottobre 2019
Aggiornato 08:00
Immatricolazioni auto

+13% a gennaio per il mercato automobilistico europeo

Ma il confronto avviene con un gennaio 2009 in pesante calo (-27%)

TORINO - Secondo i dati diffusi oggi da ACEA, il mercato automobilistico europeo ha chiuso il primo mese del 2010 ancora con un segno positivo. Nel complesso dei Paesi dell’Unione Europea allargata e dell’EFTA, il mercato totalizza nel mese 1.085.894 immatricolazioni, il 13% in più rispetto a gennaio 2009 che, tuttavia, aveva riportato una contrazione del 27%.

In Italia a gennaio il mercato ha riportato una crescita del 30,2%, la più marcata tra i principali Paesi dell’Europa occidentale, dovuta all’ampio portafoglio di ordini accumulatisi negli ultimi mesi del 2009, quando erano ancora in vigore gli eco-incentivi, e destinati a tradursi in immatricolazioni entro la fine di marzo. Le marche italiane hanno registrato una crescita del 19,4% in Europa, riportando anche un miglioramento della quota di penetrazione di 0,5 punti (9,2% vs 8,7%).

«Il segno positivo registrato a gennaio dal mercato europeo è in buona parte dovuto al confronto con un gennaio 2009 fortemente critico e agli incentivi laddove sono in vigore, oppure all’effetto degli ordini degli ultimi mesi del 2009, laddove non sono stati prorogati – ha dichiarato Eugenio Razelli, Presidente di ANFIA. Questo è il caso dell’Italia, dove il primo mese e mezzo del 2010 ha già mostrato un significativo calo degli ordini di nuove autovetture. Un chiarimento sulla situazione degli incentivi a livello europeo è atteso per il 19 febbraio, data del vertice dei Ministri dell’Industria dell’UE in programma a Bruxelles per concertare un indirizzo il più possibile univoco da imprimere alle politiche sugli incentivi nei diversi Paesi comunitari».

Focalizzando l’analisi sugli altri quattro principali mercati dell’Europa occidentale, al risultato italiano fa seguito la variazione positiva registrata dal Regno Unito, che chiude il mese di gennaio a +29,8%. Si tratta del settimo mese di crescita consecutiva sostenuta dagli incentivi, responsabili del 17,8% delle vendite totalizzate a gennaio, nonostante il ripristino dell’IVA al 17,5% a partire da inizio 2010. L’Associazione inglese dei Costruttori SMMT accoglie con favore l’ampliamento del Piano incentivi, con l’aggiunta di 100 milioni di sterline per il sostegno all’acquisto sino al prossimo marzo, ma prevede per il 2010 un calo di mercato del 9%, ai livelli più bassi dal 1993, per effetto delle difficoltà relative all’accesso al credito, al clima di fiducia dei consumatori e al sostegno della domanda nella fase post-incentivi. I veicoli ad alimentazione alternativa hanno registrato a gennaio una crescita del 165,5%, portando la propria quota di mercato dallo 0,6% di gennaio 2009 all’1,3%.

Segue, nell’ordine, la Spagna, che chiude il mese di gennaio a +18,1%, proseguendo il trend positivo degli ultimi mesi del 2009. L’Associazione spagnola dei Costruttori ANFAC precisa, comunque, che le immatricolazioni registrate a gennaio 2010, se confrontate con quelle di gennaio 2008, sono in flessione del 41%.

L’estensione del Plan 2000E al 2010 sta consentendo di mantenere dei buoni volumi di mercato e si prevede una chiusura del primo semestre in crescita del 20% circa rispetto al pari periodo del 2009, mentre nella seconda parte dell’anno l’incremento dell’IVA di due punti e la fine del Piano incentivi fanno pensare a nuovi cali di mercato, motivo per cui l’Associazione prevede una chiusura del 2010 sui livelli del 2009. A gennaio, inoltre, la domanda di vetture con emissioni fino a 149 g/km di CO2, il segmento maggiormente interessato dal Plan 2000E, è cresciuta del 53,8%.

Passando al mercato francese, le immatricolazioni registrate a gennaio sono cresciute del 14,3% rispetto a gennaio 2009, soprattutto grazie ai positivi effetti dell’estensione del Piano incentivi al 2010, in una logica di phase-out progressivo.

Infine, la Germania è l’unico dei maggiori Paesi dell’Europa occidentale a riportare a gennaio una flessione: -4,3% rispetto a gennaio 2009 che, comunque, aveva chiuso in flessione del 14,2%. Il mancato rinnovo degli eco-incentivi per il 2010 ha prodotto un calo degli ordini del 16% nel mese sul mercato domestico, a fronte di una crescita degli ordini dai mercati esteri.