19 giugno 2021
Aggiornato 06:00
Condannata la Bayer CropScience

OGM: rimborso in USA per la contaminazione dei campi

Coldiretti: «La sentenza americana apre la strada ai ricorsi in Europa e in Italia»

ROMA - Un milione e mezzo di dollari dovranno essere pagati dalla multinazionale tedesca Bayer CropScience agli agricoltori dell' Arkansas e del Mississippi a causa della vendita di sementi di riso contaminate con organismi geneticamente modificati (Ogm) non autorizzati, per decisione assunta dalla Corte Federale questo fine settimana. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che la sentenza apre le porte ad eventuali ricorsi anche dall' Europa e dall'Italia dove erano sono stati individuati OGM non autorizzati, linea GM LL Rice 601 importati dagli Stati Uniti, secondo la relazione sul sistema di allerta comunitario del Ministero della Salute.

Si tratta del secondo verdetto nei confronti della multinazionale per le perdite provocate agli agricoltori a causa della contaminazioni da varietà di riso ogm. Uno scandalo che - sottolinea la Coldiretti - si sta allargando a macchia d'olio dopo una Corte aveva assegnato un rimborso di 2 milioni di dollari a due agricoltori del Missouri lo scorso dicembre mentre altri tre casi saranno sotto esame entro l'anno con il coinvolgimento di agricoltori dalla Louisiana al Texas ma anche esportatori di riso.

Sono circa 6000 gli agricoltori statunitensi coinvolti da quando il dipartimento statunitense dell'agricoltura ha annunciato nell'agosto 2006 che tracce di riso geneticamente modificato Liberty Link sono state trovate nel riso statunitense «long-grain». La presenza di partite di riso contaminate provenienti dagli Stati Uniti è stata individuata in Italia,come in mezza Europa,ed ha costretto l'Unione Europea ad adottare rigorosi e costosi sistemi di controllo. La sentenza - sostiene la Coldiretti - apre porte alle richieste di risarcimento danni provocati dalla commercializzazione illegale facendo valere le responsabilità dei titolari del brevetto per i maggiori costi dei controlli che sono stati effettuati dagli Stati e degli eventuali danni di mercato causati ai incolpevoli risicoltori europei impegnati nel garantire l'assenza di biotech nelle proprie coltivazioni».