21 agosto 2019
Aggiornato 09:30
La trattativa resta in salita

Alcoa, nuovo tavolo lunedi

Impegno dell'Ue su priorità al decreto. L'Amministratore delegato Toia vola in Usa

ROMA - Resta appesa a un filo la vertenza Alcoa. Dopo una maratona notturna a palazzo Chigi nel tentativo di scongiurare la chiusura degli impianti di Potovesme (Sardegna) e Fusina (Veneto) che la multinazionale americana dell'alluminio non considera più competitivi per l'alto costo dell'energia elettrica, azienda, governo e sindacati hanno deciso di riconvocare un tavolo lunedì 8 febbraio.

Il Governo ha chiesto all'Alcoa di non sospendere la produzione negli stabilimenti italiani in attesa del pronunciamento di Bruxelles sul decreto legge (deve essere convertito in legge entro il 22 marzo) che stabilisce una riduzione delle tariffe elettriche per le aziende energivore. Lo stesso presidente della commissione europea Josè Manuel Barroso avrebbe assicurato che la commissione esaminerà il dl nella prossima riunione del 10 febbraio.

Ma dall'Alcoa arrivano poche concessioni, in mancanza di certezze sui tempi di approvazione del decreto. Per ora è stato deciso un nuovo incontro lunedì prossimo. Nel frattempo l'amministratore delegato di Alcoa Italia, Giuseppe Toia, volerà in Usa per valutare la situazione con il quartiere generale di Pittsburgh.

I lavoratori di Postovesme e Fusina non mollano. Dopo aver passato la notte fuori Palazzo Chigi, una parte tornerà negli stabilimenti per garantire la continuità della produzione, ma una piccola parte resterà a presidiare Palazzo Chigi fino alla prossima riunione di lunedì.