17 settembre 2019
Aggiornato 17:00
Infrastrutture. TAV

Incendio a presidio no Tav, leader movimento: attacco mafioso

Il fuoco appiccato nella notte a Borgone di Susa

TORINO - «Un vero attentato in stile mafioso». Così Alberto Perino, leader del movimento no Tav, commenta con parole cariche di rabbia e agitazione l'incendio - molto probabilmente doloso, secondo i carabinieri - appiccato questa notte verso le due al presidio di Borgone di Susa (Torino). Le squadre dei vigili del fuoco di Borgone e Susa hanno spento il fuoco dopo due ore. Lo storico presidio, montato nel 2005 e occupato quotidianamente come quello di Venaus, oggi quindi non esiste più.

«E' un fatto gravissimo - commenta Perino - un atto mafioso paragonabile agli incendi ai negozi che non pagano il pizzo». Sui muri circostanti il presidio, una casetta di legno, spiega Perino, questa notte «sono state trovate le scritte Si Tav-Tac». Secondo Perino «il fatto che abbiano scritto anche Tac (Treni alta capacità, una sigla meno conosciuta rispetto allo slogan no Tav, dove Tav sta per Treni alta velocità, ndr) ci fa capire che dietro a questo atto criminale c'è la mano di un esperto, forse di un geometra, che conosce bene il significato tecnico di queste parole». «Comunque - ha spiegato il capo del movimenti no Tav della valle - Questa è senz'altro la riposta vigliacca al successo della nostra manifestazione di ieri a Susa, dove più di 40mila persone hanno marciato per tre ore per dire no alla grande opera».