20 ottobre 2019
Aggiornato 08:30
La «crisi» dei conti pubblici

Papandreou: avanti nel risanamento «a qualunque costo»

Intervista all'Associated Press: interveniamo sui problemi centrali della Grecia

ATENE - «Non sarà facile per nessuno» il duro percorso verso il risanamento dei conti pubblici della Grecia, ma «i nostro obiettivi sono molto chiari, i nostri numeri sono chiari e ci arriveremo», promette George Papandreou: «Ci arriveremo a qualunque costo». In un'intervista telefonica concessa ad Associated Press, mentre si trova a Copenaghen per il vertice mondiale sul clima, il premier greco spiega che nel piano pluriennale di risanamento appena presentato non c'è il solito «cocktail ortodosso di misure. Ma abbiamo previsto misure che non solo intervengono sui sintomi, ma affrontano le questione centrali del problema dell'economia e della finanza della Grecia».

Il premier interviene mentre l'esecutivo si trova di fronte ad un'altra giornata problematica. Ieri sera l'agenzia Standard & Poor's ha a sua volta declassato il rating assegnato ai titoli di Stato ellenici, oggi il Financial Times riporta che diversi gruppi farmaceutici hanno fatto ricorso a Bruxelles lamentando mancati pagamenti da parte del sistema sanitario: un buco da 7 miliardi di euro che si aggiunge al crescente indebitamento nazionale. E intanto proprio oggi i sindacati comunisti e di sinistra, assieme ad altre categorie scendono in piazza per uno sciopero nazionale. A metà seduta la Borsa di Atene perde l'1,59 per cento.

I problemi della Grecia sono concentrati «nel modo con cui è stata gestita l'amministrazione pubblica - prosegue Papandreou - tra elevata corruzione e mancanza di regole che hanno favorito una diffusa evasione fiscale». A seguito di una pesante revisione in peggio, per quest'anno il deficit di bilancio è atteso al 12,7 per cento: ora si punta a ridurlo al 9 per cento nel 2010, al 7 per cento nel 2011, dice Papandreou, al 5 per cento nel 2012 e nel 2013 al 3 per cento, in linea con il limite massimo stabilito dai trattati europei.

Il premier ammette che potrebbe incontrare resistenze su questa strada, tuttavia rileva che la sua maggioranza socialista, i carica da due mesi dopo una vittoria elettorale, si era impegnata a una riforma della società. «Non sarò facile per nessuno. Faremo dei cambiamenti e mi attendo delle reazioni - spiega - ma ritengo altresì che abbiamo raccolto un diffuso consenso attorno a questi cambiamenti, e questa è una forza che anche i mercati dovrebbero tenere presente». Il caso Grecia è finito sotto la lente dei mercati dopo l'allarme innescato dalle difficoltà sui debiti di Dubai. «No siamo l'unico paese al mondo che deve gestire problemi di questo tipo -. Rileva Papandreou - e penso che non sia giustificato guardarci come un caso a sé stante o legarci alle vicenda dui Dubai».