15 dicembre 2019
Aggiornato 11:00
Oggi lo sciopero generale

La Grecia scopre «maxi-buco» nei conti della sanità

Ieri il declassamento da S&P. Oggi il Financial Times: 7 miliardi di debiti nel sistema sanitario

ATENE - Un'altra difficile giornata per il governo della Grecia sull'emergenza nazionale dei conti pubblici: in poche ore si sono aperte nuove questioni problematiche su diversi fronti. Ieri sera l'agenzia Standard & Poor's ha a sua volta declassato il rating assegnato ai suoi titoli di Stato, che perdono il voto 'A' e si ritrovano a 'BBB+', oggi il Financial Times riporta che diversi gruppi farmaceutici hanno fatto ricorso a Bruxelles lamentando mancati pagamento di miliardi di debiti da parte del sistema sanitario ellenico. Un buco da altri 7 miliardi di euro, secondo il quotidiano, che si aggiunge alle inquietudini legate al crescente indebitamento nazionale. E intanto proprio oggi i sindacati comunisti e di sinistra, assieme ad altre categorie scendono in piazza per uno sciopero nazionale. A tarda mattina la Borsa di Atene perde l'1,38 per cento.

Nelle varie città elleniche sono oltre 60 i raduni attesi, per una agitazione contro il piano di risanamento pluriennale appena presentato dall'esecutivo socialista, in carica da circa due mesi. Manifestazioni che vengono guardate anche come possibile banco di prova per la maggioranza emersa dal voto del 4 ottobre scorso, guidata da George Papandreou. Nelle ultime settimane il dissesto dei conti è diventato il nodo più intricato per il governo, e il premier ne ha fatto una questione da cui dipende la stessa sovranità nazionale. In piazza anche i sindacati autonomi dell'istruzione secondaria e il sindacato dei giornalisti di Atene.

Ieri il ministro delle Finanze, ha nuovamente ribadito che verranno adottate tutte le misure necessarie a risanare il bilancio. Si punta a ristabilire la credibilità della penisola ellenica, ma «ci vuole tempo - ha avvertito in un'intervista al Financial Times - e le finestre di opportunità sono molto ridotte. La verità è che puoi fare delle affermazioni ma non c'è molto che tu possa concretamente fare da subito». Secondo Papaconstantinou solo a marzo si svolgeranno significative operazioni di rifinaziamento del debito, e allora potranno risultarne segnali concreti e convincenti sul fatto che il governo è in carreggiata per arginare la deriva.

A seguito di una pesante revisione al rialzo, ora per quest'anno il governo prevede un deficit di bilancio al 12,7 per cento del Pil. Nel bilancio presentato nei giorni scorsi per il 2010 conta di ridurlo al 9,1 per cento e in un piano pluriennale illustrato a inizio settimana punta a tagliarlo al 3 per cento del Pil - in linea con i limiti stabiliti dai trattati europei - per il 2013. Il caso Grecia è finito sotto la lente dei mercati dopo l'allarme innescato dalle difficoltà sui debiti di Dubai.