20 ottobre 2019
Aggiornato 03:00
Conti pubblici

La Grecia «sciopera» contro le misure anti deficit

Attesi 60 raduni in varie città del paese. Il Governo ribadisce: «Risaniamo conti, ne va della nostra sovranità nazionale»

ATENE - Sono oltre 60 i raduni attesi oggi in varie città della Grecia, per uno sciopero generale proclamato dai sindacati vicini al partito comunista e alla sinistra estrema. Sciopero contro il piano di risanamento pluriennale appena presentato dall'esecutivo socialista, in carica da circa due mesi. Manifestazioni che vengono guardate anche come possibile banco di prova per la maggioranza emersa dal voto del 4 ottobre scorso, guidata da George Papandreou. Nelle ultime settimane il dissesto dei conti è diventato il nodo più intricato per il governo, e il premier ne ha fatto una questione da cui dipende la stessa sovranità nazionale. In piazza domani anche i sindacati autonomi dell'istruzione secondaria e il sindacato dei giornalisti di Atene.

Ieri il ministro delle Finanze, ha nuovamente ribadito che verranno adottate tutte le misure necessarie a risanare il bilancio. Si punta a ristabilire la credibilità della penisola ellenica, ma «ci vuole tempo - ha avvertito in un'intervista al Financial Times - e le finestre di opportunità sono molto ridotte. La verità è che puoi fare delle affermazioni ma non c'è molto che tu possa concretamente fare da subito». Secondo Papaconstantinou solo a marzo si svolgeranno significative operazioni di rifinanziamento del debito, e allora potranno risultarne segnali concreti e convincenti sul fatto che il governo è in carreggiata per arginare la deriva.

A seguito di una pesante revisione al rialzo, ora per quest'anno il governo prevede un deficit di bilancio al 12,7 per cento del Pil. Nel bilancio presentato nei giorni scorsi per il 2010 conta di ridurlo al 9,1 per cento e in un piano pluriennale illustrato a inizio settimana punta a tagliarlo al 3 per cento del Pil - in linea con i limiti stabiliti dai trattati europei - per il 2013.

Il successo o il fallimento dipende da noi», ha detto ancora Papaconstantinou, e il governo è unito: «parla con una sola voce, quella del primo ministro».

Il caso Grecia è finito sotto la lente dei mercati dopo l'allarme innescato dalle difficoltà sui debiti di Dubai. Secondo l'Ft i titoli di Stato della Grecia restano sotto pressione, tanto che il divario di rendimento che accusano rispetto ai bund tedeschi a 10 anni ha raggiunto 2,5 punti percentuali. Ieri il premier George Papandreou ha avviato una serie di incontri con l'opposizione per cercare di coalizzare consensi attorno al risanamento. «So che ci saranno delle reazioni - ha dichiarato oggi alla Bbc - ma disponiamo di una ampia maggioranza e il popolo sosterrà le nostre misure».