5 dicembre 2020
Aggiornato 23:00
Reazioni. Il «valore» del posto fisso

Ichino: «Tremonti demagogico, si allinea a Bertinotti»

Per il giuslavorista del PD «Con vecchia tecnica di protezione si spacca in due forza di lavoro»

ROMA - Pietro Ichino critica il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, per l'elogio del posto fisso e lo accusa di demagogia perchè il rilancio del vecchio sistema di protezione ingesserebbe i rapporti tra aziende e lavoratori.

«Tremonti - afferma ad Apcom il senatore del Pd - allineandosi a Bertinotti, in sostanza dice: il vecchio Statuto dei lavoratori non si tocca. Le nuove generazioni potrebbero rispondergli: certo che noi non lo si tocca, non lo vediamo neppure di lontano».

«Se Tremonti intende dire che la sicurezza del lavoro e del reddito è un bene della vita - spiega Ichino - allora si tratta soltanto di un'ovvietà. Se invece intende rilanciare la vecchia tecnica di protezione della sicurezza dei lavoratori, consistente nell'ingessatura dei loro rapporti alle dipendenze delle aziende, allora è un'affermazione demagogica».

«Non è pensabile che in questa era economica - sottolinea il giuslavorista - in cui il ritmo di obsolescenza delle tecniche applicate e degli stessi prodotti si misura in pochi anni, la sicurezza di continuità del lavoro e del reddito possa, come regola generale, fondarsi sul modello del 'posto di lavoro a vita'».

«La realtà - evidenzia Ichino - è che, se si resta ancorati alla vecchia tecnica di protezione, si ottiene soltanto di spaccare in due la forza lavoro, tra una parte di protetti e una parte di poco o per nulla protetti: tutta la flessibilità di cui il sistema ha bisogno si scarica su questi ultimi. Tremonti - conclude - allineandosi a Bertinotti, in sostanza dice: il vecchio Statuto dei lavoratori non si tocca. Le nuove generazioni potrebbero rispondergli: certo che noi non lo si tocca, non lo vediamo neppure di lontano».