16 giugno 2021
Aggiornato 10:00
Marketing telefonico aggressivo

MDC contro emendamento Sen. Malan

Secondo l'associazione dei consumatori: «Il diritto dei cittadini alla privacy sarebbe violato»

ROMA - Chiamate indesiderate a tutte le ore e marketing telefonico aggressivo: il diritto dei consumatori alla privacy potrebbe non essere più tutelato a causa di un emendamento al voto oggi in Commissione Affari Costituzionali del Senato. A denunciarlo è il Movimento Difesa del Cittadino che chiede al Governo di dichiarare l’emendamento inammissibile o dare parere contrario.

Il Senatore Malan (Lega Nord), relatore al Dl di conversione del decreto salva infrazioni comunitarie, ha presentato, infatti, un emendamento, che proroga di circa due anni il famigerato emendamento «Fleres» , che ha sospeso fino al 31/12/2009 la normativa sulla privacy, consentendo alle società di teleselling di utilizzare ai fini di comunicazioni commerciali i dati in deroga alla normativa sulla privacy (senza cioè il necessario consenso preventivo ed esplicito degli utenti).

Non solo. L’emendamento chiede anche l'introduzione del sistema dell'opt-out per l'utilizzo dei dati personali degli utenti ai fini di comunicazioni commerciali, ossia il cliente potrà segnalare la volontà di non voler ricevere telefonate commerciali sul numero di cui è intestatario in un «registro pubblico delle opposizioni» gestito dal Garante della Privacy.

«Se dovesse passare l’emendamento del Senatore Malan – spiega Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino – si rischia un vero e proprio far-west nel telemarketing a danno dei cittadini: il cliente dovrebbe infatti esprimere il proprio consenso a essere escluso dagli elenchi (sistema opt-out), anziché, come succede oggi, ad apparire sugli elenchi. Quest’ultimo sistema - opt in - è adottato dalla maggior parte dei paesi europei, proprio perché è considerato il meccanismo che garantisce il maggiore livello di tutela dei diritti dei consumatori».