19 giugno 2021
Aggiornato 02:30
Per Berlusconi con l’attualeimpianto della finanziaria è finito il tempo dell’assalto alla diligenza

Tremonti: no a crescita deficit

Con i soldi dello scudo fiscale aggiustamentidi spesa solo per alcune voci «ineliminabili»

Ieri un importante sindacalista ha detto che avremmo dovuto essere più coraggiosi,fare un passo avanti, più deficit. Il passo avanti sarebbe stato un passo avanti nel vuoto. Abbiamo preferito non fare quel passo».
Il ministro dell’economia ha spiegato così le ragioni che hanno indotto il governo a presentare stamani una finanziaria «light», racchiusa in soli tre articoli e alcune tabelle.
«Abbiamo evitato al paese un rischio che poi avrebbe pagato chi le tasse le paga. Non avremmo fatto la cosa giusta».

FINE DELLA FINANZIARIA - Resta il fatto che per la seconda volta nella sua storia la Legge Finanziaria evita di essere un recipiente dal quale togliere e mettere dopo estenuanti lotte fra ministri, sottosegretari, singoli deputati, sotto gli occhi e la partecipazione di maggioranze e opposizioni.
«Negli anni scorsi- ha aggiunto il Presidente del Consiglio, abbiamo assistito a scontri fra ministri e assalti alla dirigenza da parte delle lobby con il risultato di creare un miracolo al contrario: dal 1980 al 1992 il debito pubblico si è moltiplicato per otto. E’ per questo che dall’anno scorso abbiamo operato un cambiamento epocale».
Vale la di ricordare che l’idea della Legge Finanziaria risale agli anni sessanta, in seguito al clima di sfiducia verso una disciplina dei meccanismi di contabilità ormai inadeguata alle esigenze di governabilità della finanza e di programmazione economica; mentre concretamente l’istituto è stato delineato nella seconda metà degli anni Settanta.
La Legge Finanziaria, facendosi carico della particolare sollecitazione a cui veniva sottoposta la finanza pubblica a seguito degli shock petroliferi che avevano colpito l’occidente nei primi anni settanta, dava l’avvio ad un sistema in cui alla maggior rigidità nell’erogazione delle risorse pubbliche facesse da contrappunto la loro utilizzazione ai fini della programmazione economica.
Questa la teoria. Ma dal 1978 in poi chi può negare che sia stato lo strumento per «dare l’assalto alla diligenza», come ha ricordato oggi Berlusconi?
«La finanziaria tradizionale intesa come manovra economica annuale non esiste più per scelta del governo che ha voluto dire addio a quello che ormai era uno spettacolo ignobile», ha tuonato Tremonti.

LE VOCI «INELIMINABILI» - La Finanziaria non esiste più, ma da che cosa è stata sostituita? «Ci saranno aggiustamenti a margine che saranno definiti, finanziati, e operati in corso d’opera, su cifre evidentemente gestibili», ha spiegato Tremonti.
Tremonti ha decretato anche la fine dei micro-emendamenti. «Sono quelli che ci hanno portato al terzo debito pubblico mondiale», ha aggiunto.
Ma al di fuori della metodologia, su quali possibili aggiustamenti in corso d’opera può contare la vasta platea di chi invoca un sostegno del governo, a partire da Confindustria e sindacati?
Il ministro prima ha messo paletti ben fermi sui destinatari di futuri strappi ai conti pubblici elencandoli uno per uno: dall’Università e ricerca, al 5 per mille, agli ammortizzatori sociali, alle missioni di pace. Poi ha precisato che il governo per queste spese aggiuntive conta di attingere ai fondi che procurerà lo «scudo» e a maggiori entrate dovute all’evasione fiscale.
Su eventuali altri voci,oltre non «eliminabili», il ministro ha rinviato a non meglio specificate «scelte politiche».

LE REAZIONI - Dunque il contenimento del deficit e della spesa pubblica è stata la stella polare che ha condotto il governo nel delineare la finanziaria.
E’una scelta che è stata contestata sia nel metodo che nei contenuti dall’opposizione.

«Aspettavamo una Finanziaria snella ma non vuota di contenuti». E’ stata la reazione di Francesco Boccia, deputato del Pd e membro della commissione Bilancio della Camera, che ha aggiunto «anche nel momento della verità', cioè la presentazione della Legge Finanziaria, Tremonti continua a mentire. I conti pubblici del nostro paese non quadrano: dopo i dati allarmanti sulla diminuzione del gettito fiscale e del Pil, quelli sull'aumento esponenziale degli ammortizzati sociali, è ovvio che c'è bisogno di un intervento profondo più' che di una Finanziaria vuota».

«Insomma, è necessario -aggiunge Boccia- che il governo si faccia carico dei bisogni di una parte della popolazione, cioè dei disoccupati, dei pensionati e delle piccole imprese e senza interventi sulle rendite finanziarie questo obiettivo sarà impossibile: banche e speculatori, infatti, hanno continuato a godere di profitti e dividendi, e così' è stato anche per i grandi detentori di patrimoni, come ben sa il nostro presidente del Consiglio».

CICCHITTO REPLICA - «Con la legge finanziaria approvata oggi dal Consiglio dei Ministri- è stata la replica di Fabrzio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl - il governo procede nell'attuazione del suo programma di rilancio del sistema paese attraverso un'azione rigorosa per il risanamento del debito pubblico e per lo sviluppo dell'economia italiana con il Pil che dal prossimo anno tornerà a crescere dello 0,7 per cento. Del resto anche l«apprezzamento per la qualità' tecnica della relazione previsionale e programmatica ed il pieno consenso sulle previsioni, che giungono dal direttore generale della Banca d'Italia Saccomanni, sono una conferma della serietà' dell'azione del governo».

LA CISL - La manovra finanziaria illustrata ieri sera dal governo alle parti sociali «va raddrizzata».
E' il parere del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che oggi ha partecipato a Milano all'assemblea regionale della Cisl Lombardia.
Per il sindacalista, la manovra di bilancio «va raddrizzata con più' investimenti in energia, infrastrutture e istruzione». Bonanni chiede anche interventi di riduzione fiscale a favore di dipendenti e pensionati: «Servono misure che mettano in condizione i lavoratori e i pensionati di avere più soldi in tasca». Il problema, per Bonanni, è che «chi ha la ritenuta alla fonte paga fino all'ultimo centesimo di tasse, ben oltre il 44% che tutti dicono». La proposta della Cisl è dunque quella «di abbassare le aliquote per lavoratori e pensionati trasferendo queste risorse sui consumi dei beni di lusso. Su questo - ha concluso Bonanni - serve un'alleanza».

MINISTRI IN SOFFERENZA - Fra le reazioni mancano per quella dei ministri dei singoli dicasteri. Anche lo scorso anno Tremonti era stato attaccato per avere fatto approvare dal Consiglio dei Ministri la Finanziaria in soli tre minuti. Un record temporale che non è stato attaccato dal varo odierno. In compenso sia Berlusconi che Tremonti hanno corredato il testo attuale mettendo in chiaro che da ora in poi sarà bandito l’assalto alla diligenza. Ciò non toglie che ci sono molti ministeri e molti ministri in sofferenza a partire dall’ultimo in carica, cioè quello del Turismo. Le indiscrezioni di Palazzo riferivano nei giorni scorsi addirittura di una Brambilla sconfortata per avere ottenuto la corona, ma non i soldi per regnare. Sembra che la Brambilla abbia chiesto di attingere ai fondi per l’ambiente della Prestigiacomo, uscendo dallo scontro sconfitta e con perdite.
Arbitro di questo diverbio all’interno del Consiglio dei Ministri sarebbe stato proprio Tremonti. Il fischietto del ministro dell’economia dicono che in questo occasione abbia funzionato a dovere. Vedremo se nei prossimi giorni o settimane sarà costretto a passare alle bacchettate.