27 gennaio 2022
Aggiornato 19:00
Lavoro. Occupazione

Cgia: «Disoccupazione al Nord inferiore a regioni Ue più ricche»

«A fine anno in Italia attesi 2,2 mln di disoccupati»

MILANO - La disoccupazione nel Nord Italia è più bassa che nelle regioni più ricche d'Europa. E' quanto emerge da uno studio della Cgia di Mestre. Ad esempio a marzo 2009, il tasso di disoccupazione del Piemonte ha toccato il 7%, quello della Lombardia il 5%, nel Veneto il 4,7% e in Emilia Romagna il 4,1%. Sempre nello stesso periodo nelle tre regioni più ricche della Germania la disoccupazione ha raggiunto l`8,9% nella Nordrhein-Westfalen, il 5,1% in Baviera e il 4,8% nel Baden-Wurttemberg. In Francia, invece, nella Provenza-Alpes- Costa Azzurra la disoccupazione è salita al 10,3% nella Rhone-Alpes all`8,1% e nell`Ile-de-France al 7,4%. Nel Regno Unito la regione londinese ha segnato l` 8,2%, il South-West il 7,9% e il South-East il 5,3%. Sconcertante la situazione dei senza lavoro in Spagna. La Catalogna presenta una disoccupazione del 16,2%, la Comunidad de Madrid del 13,5% e l`Andalusia addirittura del 24%.

Chiaramente le percentuali sono valori medi nazionali che presentano delle differenze territoriali molto evidenti, soprattutto in Italia. «Per questo - dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - abbiamo cercato di capire qual è la percentuale dei senza lavoro nelle aree più industrializzate del nostro Paese confrontandola con i livelli di disoccupazione registrati nelle regioni più ricche d`Europa».

In generale, secondo la Cgia di Mestre, a fine anno la disoccupazione in Italia raggiungerà probabilmente un tasso medio dell`8,8%, pari a oltre 2 milioni e 200 mila persone senza un lavoro. Questo dopo che nel primo trimestre, la percentuale dei disoccupati ha toccato il 7,9% con un aumento, rispetto al terzo trimestre del 2008, del +1,8%. In termini assoluti i senza lavoro sono 1.982.000. Ma nel resto d`Europa, prosegue lo studio della Cgia di Mestre, le cose non vanno meglio. Anzi. Sempre al 31 marzo del 2009 in Spagna il tasso di disoccupazione era pari al 17,4% (+6% rispetto a settembre 2008), in Francia all`8,7% (+1,3% sul terzo trim. 2008) e in Germania all`8,5% (+0,9% su settembre 2008). Solo il Regno Unito registrava un tasso di disoccupazione inferiore al nostro pari al 7,1% (+1,3% su settembre 2008).

Da questo confronto emerge in maniera molto chiara - prosegue Bortolussi - che nonostante un progressivo aumento dei disoccupati anche nelle regioni settentrionali, non siamo un Paese alla deriva, visto che quasi tutti i nostri principali partners economici stanno peggio. Certo, per quegli italiani che hanno perso il lavoro in questi ultimi mesi è poco consolante sapere che nei territori più ricchi d`Europa c`è chi sta peggio.

Ma è altresì vero che in questa fase così delicata bisognerebbe affrontare questo tema con un approccio meno emotivo e basarsi, invece, su una attenta analisi delle statistiche ufficiali».

Ciò non toglie che la preoccupazione per la perdita di posti di lavoro rimane un dramma che va combattuto attraverso il rilancio dell`economia del Paese. «Per questo - conclude Bortolussi - c`è la necessità di aiutare concretamente il mondo delle piccole e micro imprese che in questi ultimi decenni ha dimostrato di essere la vera spina dorsale dell`economia nazionale».