20 novembre 2019
Aggiornato 21:30
Legge sviluppo

Energia e class action: il finto nuovo

Il Ministro Scajola l'ha definita una «piccola rivoluzione nella politica energetica, industriale e dei consumatori»

ROMA - Parte domani quella che il ministro allo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha definito una «piccola rivoluzione nella politica energetica, industriale e dei consumatori», la cosiddetta legge sviluppo. Vediamo due particolari su energia e class action.

Energia
La nuova strategia energetica nazionale: un mix elettrico con il 50% di fonti fossili (contro l'attuale 83%), il 25% di rinnovabili dall'attuale 18%, il 25% di nucleare. Le prime due percentuali le aspettiamo al varco tra qualche anno. Il nucleare sarebbe scelto anche per diminuire la nostra dipendenza energetica dall'estero, ma la tecnologia nucleare è di importazione, cioè estera (Francia), il combustibile (uranio) è estero (il 58% delle riserve sono in Canada, Australia e Kazakhstan), e la Francia con il suo 78% di produzione elettrica nucleare importa più petrolio dell'Italia.

Inoltre:
* dove si metteranno queste centrali? Forse qualche Sindaco compiacente per servilismo di parte verrà trovato, ma le popolazioni resteranno inermi o accadrà peggio di quanto accaduto per gli inceneritori di rifiuti?
* dove andranno a finire le scorie radioattive ché nessuno al mondo sa dove metterle?

Infine la produzione elettrica rappresenta il 18% del nostro fabbisogno energetico complessivo, l'82% del fabbisogno energetico va essenzialmente ai trasporti. Il che significa che per 4/5 di fabbisogno energetico dovremo ancora far riferimento al petrolio e derivati, il 25% del 18% fa 4,5%, che è la quota riservata alla produzione di energia elettrica dal nucleare sul fabbisogno energetico complessivo. Una percentuale così bassa non sarebbe meglio ottenerla con l'ottimizzazione della produzione e potenziando le energie rinnovabili?

Class action
L'azione giudiziaria collettiva dovrebbe entrare in vigore il prossimo 1 gennaio e ancora non si sa come sarà articolata. E sarà possibile per illeciti commessi a partire dal 15 agosto, data posticipata rispetto al 1 luglio (che già era un'ulteriore posticipazione) per evitare azioni contro Alitalia e i suoi disastri a fine luglio. Siamo sicuri che non ci sarà una nuova posticipazione visto che Alitalia è sempre lì come prima e le tante Alitalia popolano il nostro assetto economico disastrato?