18 giugno 2024
Aggiornato 18:00
Caro carburanti

Benzina, il ministro: basta rincari. Mister prezzi avvii indagini

«Ridurre differenziale con Ue. Confronto costante con Antitrust»

ROMA - Le compagnie petrolifere devono bloccare l'aumento dei prezzi dei carburanti, evitando «comportamenti speculativi» e possibilmente riducendo il differenziale con l'Europa. È la richiesta avanzata dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola dopo l'incontro con le società del settore e l'Unione petrolifera per discutere dei recenti rincari.

MARGINI PER RIBASSO - Il sottosegretario con delega all'energia, Stefano Saglia - spiega il ministero - che ha presieduto ieri la riunione su incarico di Scajola, «ha chiesto con forza alle compagnie di non attuare comportamenti speculativi, di non aumentare ulteriormente i prezzi e, possibilmente, di ridurre il differenziale (stacco) di prezzi con l'Europa, visto che secondo i calcoli del ministero ci sarebbero i margini per un ribasso».

Saglia ha aggiunto anche che, con l'entrata in vigore della legge sullo Sviluppo (il 15 agosto), «ciascun punto vendita della rete carburanti dovrà comunicare al ministero i prezzi effettivi praticati alla pompa e saranno sanzionati coloro che ometteranno la comunicazione: in questo modo i consumatori potranno scegliere il punto di rifornimento più conveniente nella propria area».

INDAGINI - Dopo l'incontro, Scajola ha chiesto al Garante per la sorveglianza dei prezzi di avviare indagini sull'andamento dei prezzi dei carburanti e «ha deciso di mantenere un confronto costante con l'Antitrust per verificare il comportamento delle compagnie, a fronte di aumenti generalizzati e contemporanei». Inoltre, «ha assunto l'impegno di valutare la fattibilità di alcune proposte provenienti dalle associazioni dei consumatori per stabilizzare le continue oscillazioni di prezzo, fino all'estrema conseguenza di consentire variazioni periodiche (mensili o trimestrali)».