26 gennaio 2020
Aggiornato 19:00
Conti pubblici

Draghi: «Alto debito pubblico sarà tra eredità più gravi»

«Incidenza sul Pil dovrebbe scendere solo dal 2011»

ROMA - Un debito pubblico a livelli molto elevati sarà «una delle eredità più gravi» della crisi economica. Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, in un'audizione congiunta sul DPEF delle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

«L'incidenza del debito pubblico sul Pil - ha sottolineato Draghi - è attesa scendere a partire dal 2011, ma alla fine dell'orizzonte previsivo solo meno di un terzo del maggior debito connesso con la crisi sarebbe riassorbito. L'elevato peso del debito rappresenterà una delle eredità più gravi della crisi».

Per favorire la crescita dell'economia, ha aggiunto il Governatore, è necessaria una «strategia organica di riforme strutturali». «Una strategia organica di riforme strutturali, alcune delle quali sono in corso di attuazione o elaborazione - ha affermato Draghi - può rendere più efficaci le azioni da attuare nel breve periodo, dare certezza a famiglie e imprese, creare le condizioni affinchè il sistema produttivo si porti su un sentiero di crescita più elevata».