17 novembre 2019
Aggiornato 20:30
Occupazione PA

Cgil: «In dl blocco assunzioni per società pubbliche»

Fammoni: «Governo chiarisca a chi è diretta la norma»

ROMA - Nell’articolo 19 del decreto anticrisi è inserito un comma che prevede l’estensione dei divieti e dei limiti alle assunzioni di personale, già previsti per le pubbliche amministrazioni, alle società pubbliche da esse controllate. A denunciarlo è il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni. Si parla di società, fa sapere il dirigente della Cgil, «a partecipazione pubblica totale o di controllo da parte delle pubbliche amministrazioni, che siano titolari di affidamenti diretti di servizi senza gara, che svolgano funzioni volte a soddisfare esigenze di interesse generale aventi carattere non industriale o commerciale, che svolgono attività nei confronti della pubblica amministrazione a supporto di funzioni amministrative di natura pubblicistica».

Inoltre, oltre al limite alle assunzioni, la norma introdotta nel decreto legge, «prevede anche l’adeguamento a queste società delle disposizioni vigenti per le amministrazioni pubbliche in materia contrattuale, indennitaria e retributiva».

Oltre le note società pubbliche, come ad esempio Poste, RAI, Trenitalia, Anas, Trasporto Pubblico Locale, «sono tante le imprese che potrebbero rientrare nella definizione riportata dal testo di legge». Per questo Fammoni chiede «al governo di fare chiarezza e di dire chiaramente a chi il provvedimento è indirizzato sia per le aziende nazionali che per quelle locali. Nella relazione tecnica ciò non è indicato e questo lascia spazio a discrezionalità ed interpretazioni». Infatti, spiega il sindacalista, «molte delle aziende che immaginiamo potrebbero rientrare nel campo di applicazione della disposizione hanno natura societaria privata e si tratterebbe quindi di una vera e propria rilegificazione surrettizia di tutte le materie relative al personale e di intervento sbagliato sull’autonomia di impresa. In una fase come questa è giusto porsi il problema del controllo e della trasparenza, ma la soluzione non può essere quella della rilegificazione».

«Come si può passare sotto silenzio una norma così sbagliata? Che effetti avrà sull’occupazione e anche sulla recente sentenza della Corte Costituzionale relativa alle cause in corso per i precari? La norma sui precari è stata giudicata incostituzionale, il giudice può prevedere quindi il reintegro, ma a quel punto se le assunzioni sono vietate quale è il risultato per i lavoratori? Si tratterebbe di un modo inaccettabile - conclude Fammoni - di rispondere alla sentenza della Corte e frutto di nuovo contenzioso. I dipendenti di società private potranno essere assunti in caso di vittoria della causa e quelli di società pubbliche no? Il governo ha l’obbligo di fare chiarezza prima della conversione parlamentare».