21 aprile 2024
Aggiornato 22:30
Incidenti Lavoro

Agnello (Cgil): netta contrarietà a correttivo TU salute e sicurezza

«Il governo ha provveduto a rinviare l’entrata in vigore di punti importanti del decreto 81»

ROMA - Una contrarietà fondata su ragioni di metodo, «la Cgil ha richiesto a gran voce di avere momenti veri di confronto con il governo per l’attuazione del Testo Unico», e allo steso tempo su «profonde motivazioni di merito», il testo del governo «è una vera e propria controriforma».

È la segretaria confederale della Cgil, Paola Agnello Modica, a ribadire il dissenso dell’organizzazione sindacale nei confronti del provvedimento del governo che modifica il Testo Unico salute e sicurezza nel corso dell’iniziativa ‘Le ragioni del No al correttivo’, mentre alla Camera e al Senato le commissioni competenti esprimono il loro parere sul decreto correttivo al Testo Unico. Parere che invece le Regioni hanno già espresso, ricorda la dirigente della CGIL, «bocciando il testo».

«Il governo ha provveduto a rinviare l’entrata in vigore di punti importanti del decreto 81 e ha scelto di predisporre un correttivo in maniera unilaterale», afferma la dirigente sindacale nel sostenere che «l’intera costruzione viene modificata: si interviene infatti, attraverso un correttivo di 130 articoli, con una pluralità di modifiche tali da togliere i pioli all’intera impalcatura». Ed è per questo motivo che Agnello sostiene come il testo predisposto dal governo si configuri come «una vera e propria controriforma».

La segretaria confederale punta l’indice contro un testo che, dice, «è in contrasto con la prima parte del codice penale, quello civile, così come è in contrasto rispetto alla Costituzione, alle direttive europee ma anche rispetto allo Statuto dei Lavoratori». Sotto accusa l’articolo 10 bis, il cosiddetto ‘salva manager’, «che - fa sapere la sindacalista - sposta l’asse della responsabilità dall’imprenditore al lavoratore: appare evidente la scelta di alleggerire le responsabilità dei datori di lavoro scaricandole su altri soggetti, ovvero i lavoratori». Secondo Agnello Modica, «tale articolo, se approvato, avrebbe effetti devastanti non solo sui processi più famosi in corso, come quello Thyessen e Eternit, ma cancellerebbe - continua la sindacalista - le centinaia di processi per incidenti che non hanno avuto la stessa eco mediatica». Così come è netta la contrarietà rispetto alle deleghe attribuite agli organismi paritetici che, ha affermato, «diventano organi di certificazione affidando così alle parti compiti che non possono avere: non possono cioè decidere sui diritti individuali indisponibili come - conclude Agnello - sono quelli relativi alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro».