13 dicembre 2019
Aggiornato 21:30
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Industria: aprile nero, fatturato crolla del 22%, ordinativi -32%

Auto ancora in affanno, ma recuperano ordini nazionali (+4,6%)

ROMA - E' ancora crisi nera per l'industria italiana. Ad aprile fatturato e ordinativi hanno registrato un nuovo crollo a due cifre: su base annua sono calati rispettivamente, secondo i dati Istat, del 22,2% e del 32,2%.

Rispetto al mese di marzo, la variazione invece è stata nulla per il fatturato (+1,1% mercato nazionale, -2,6% mercato estero) mentre gli ordinativi sono diminuiti del 3,7% (-4% mercato nazionale, -3% mercato estero). Ancora in affanno, ad aprile, anche l'industria dell'auto con fatturato e ordinativi fortemente negativi soprattutto a causa della contrazione del mercato estero. Il fatturato delle quattro ruote è calato del 31,1% su base annua: quello nazionale è sceso del 5,5% mentre quello estero è crollato del 58,1%. Male anche gli ordinativi del comparto che sono calati del 20,2%: in recupero la domanda nazionale (+4,6%), decisamente in profondo rosso quella estera (-44,5%).

I segnali di ripresa per l'industria italiana, dunque, sembrano ancora lontani. Anche dal confronto degli ultimi tre mesi (febbraio-aprile) con i tre mesi immediatamente precedenti (novembre-gennaio) emerge infatti che la crisi morde ancora: gli ordinativi sono calati dell'8,3% e il fatturato del 7,4%. Nel dettaglio l'indice del fatturato, corretto per effetti di calendario, è diminuito in termini tendenziali del 33,6% per i beni intermedi, del 29,6% per l'energia, del 14,1% per i beni strumentali e del 10,4% per i beni di consumo (meno 16,5% per quelli durevoli e meno 9% per quelli non durevoli). Quanto ai settori industriali, solo pochissimi hanno messo a segno un risultato positivo: in controtendenza l'estrazione di minerali da cave e miniere (fatturato +6%) e la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (fatturato +1,8%, ordinativi +3,4%).

Per il Cerm, i dati Istat di oggi "portano con sè poche luci e tante ombre". Da un lato, le variazioni congiunturali "segnalano che la fase di più grave caduta è probabilmente conclusa, e che sul fronte del mercato interno la situazione si sta stabilizzando, anche se, non va dimenticato, ai livelli bassi raggiunti dopo le continue contrazioni degli ultimi mesi", osserva il Cerm. Dall'altro lato, i dati Istat "fanno intendere che, passata la crisi, la posizione italiana sul commercio internazionale possa rimanere segnata a lungo, complicando il percorso di ripresa e di recupero della crescita".