19 settembre 2019
Aggiornato 10:30
Lavoratori: -2% (-2% indeterminato e -4% determinato)

Turismo: maggio -7% presenze alberghiere

Bocca: «urgente il calo dell’aliquota iva per il turismo»

ROMA - Per il quinto mese consecutivo il monitoraggio continuo settoriale, realizzato dalla Federalberghi-Confturismo (l’indagine è stata svolta dal 1° al 7 giugno, intervistando con metodologia internet 974 imprese ricettive, equamente distribuite sull’intero territorio nazionale e rappresentative per classificazione di stelle) evidenzia un segno meno, che a maggio fa registrare un -7% nei pernottamenti alberghieri.

A questi dati va aggiunto sempre a maggio il -2% di lavoratori occupati (di cui -2% a tempo indeterminato e -4% a tempo determinato).

Queste cifre fanno seguito ai risultati dei mesi precedenti che hanno inanellato nell’ordine:

- GENNAIO: -7% di presenze (ed il -4,5% di lavoratori occupati)
- FEBBRAIO: -10% di presenze (ed il -6% di lavoratori occupati)
- MARZO: -14,6% di presenze (ed il -8,6% di lavoratori occupati)
- APRILE: -3% di presenze (ed il -6,5% di lavoratori occupati).

«Pur essendo riusciti ad ottenere dal Governo, proprio in questi giorni, -sostiene Bernabò Bocca, Presidente di Federalberghi-Confturismo- la istituzione del Ministero del Turismo e recentemente un fondo di credito bancario dedicato al comparto da 1,6 miliardi di Euro, purtroppo i risultati che registriamo continuano a penalizzare fortemente il comparto e di conseguenza il settore.

RIDUZIONE IVA - «Strategico, a questo punto, -aggiunge Bocca- è il varo di una manovra fiscale volta a ridurre l’Iva nel turismo, per la quale abbiamo da tempo inviato al Governo una nostra proposta.

«Da uno studio infatti realizzato dalla Confturismo-Confcommercio con il CISET-Università di Venezia, -prosegue Bocca- si evidenzia che a fronte di un calo dal 10% al 5% dell’Iva sul turismo, le casse dello Stato dovrebbero sopportare un costo di poco superiore ai 500 milioni di Euro, ma questa manovra sarebbe in grado di far aumentare di oltre il 4% il giro d’affari annuo del settore e di quasi 110 mila unità i lavoratori.

«Per una soluzione -conclude Bocca- in linea con i desiderata avanzati di recente proprio dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che auspica un raddoppio del PIL generato dal settore entro i prossimi quattro anni».