19 novembre 2019
Aggiornato 13:00

Class action, UNC: «Scajola, Ministro dalla parte dell’industria»

E’ quanto dichiara Massimiliano Dona commentando l’approvazione al Senato della riforma dell’articolo 140-bis del Codice del consumo

ROMA - «La triste vicenda class-action dimostra inequivocabilmente che in Italia c’è un ‘Ministro per l’industria’, nel senso che opera nell’esclusivo interesse del mondo industriale senza alcun rispetto per i consumatori». E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando l’approvazione al Senato della riforma dell’articolo 140-bis del Codice del consumo.

Secondo il Segretario Dona, «Claudio Scajola è il principale responsabile di questa beffa: il Ministro dello Sviluppo economico si era personalmente impegnato davanti alle 17 organizzazioni dei consumatori raccolte nel CNCU per dare un seguito ad un progetto serio e realistico di tutela collettiva che fosse di concreta utilità per i consumatori. Adesso sappiamo che era una promessa di pulcinella».

«Oggi la storia della class-action -prosegue Dona- segna una inaccettabile svolta negativa con la sottrazione del potere di agire alle Associazioni dei consumatori che, secondo la versione approvata ieri, non potranno attivarsi in nome proprio, ma dovranno sperare che qualche ‘signor Rossi’ prenda l’iniziativa di caricare sulle sue spalle la tutela di interi gruppi di danneggiati: insomma la lobby imprenditoriale ha ottenuto il miglior risultato immaginabile e cioè quello di far credere alla gente di avere un potere che è invece svuotato di ogni contenuto».

«A questo punto -conclude Dona- alle organizzazioni dei consumatori non resta che la strada dei processi individuali: porterà presto al collasso il sistema giustizia, ma servirà anche a punire le imprese scorrette che dovranno prepararsi a fronteggiare una vera e propria pioggia di ricorsi».