Borsa, In Asia torna il pessimismo. Crolla Tokyo: Nikkei a -4,53%
Pesano i dati su produzione industriale e settore immobiliare
TOKYO - Dopo sei giorni di guadagni, torna il pessimismo nei mercati asiatici che pagano i timori di una recessione sempre più seria. Una preoccupazione legata alle ultime dichiarazioni del segretario americano al Tesoro, Timothy Geithner, sulla necessità di ulteriori aiuti alle banche, e che a Tokyo è aggravata dai dati negativi sulla produzione industriale e dalle cattive notizie che arrivano dal settore immobiliare.
La Borsa giapponese ha chiuso con un vero e proprio tonfo la seduta odierna. L'indice Nikkei dei 225 titoli guida ha perso 390,89 punti, pari al 4,53 per cento, scendendo a 8.236,08 punti. Anche la Borsa di Hong Kong ha chiuso in forte ribasso la seduta del mattino. Gli investitori sono impegnati nella presa di benefici, dopo diverse sedute in forte rialzo nell'ultima settimana, secondo quanto riferiscono alcuni analisti di Borsa. A metà seduta, l'indice Hang Seng ha perso 427,51 punti, pari al 3,03 per cento, scendendo a 13.691,99 punti in un volume di scambi di 26,03 miliardi di dollari di Hong Kong (3,34 miliardi di dollari statunitensi). Pesanti ribassi anche per l'indice Kospi, in Corea del Sud, che al momento perde il 3,24% e per il mercato indiano, che lascia sul terreno il 3,35%. In rosso anche Singapore (-2,85%), Indonesia (-1,84%) e Thailandia (-2,66%). Più contenute le perdite a Shanghai (-0,43%).
«I principi fondamentali dell'economia globale restano ancora molto fragili ed è difficile fare delle previsioni rosee», ha commentato Hisakazu Amano, di T&D Asset Management Co., con sede a Tokyo, citato dal sito di Bloomberg. La produzione industriale del Giappone ha subito a febbraio una nuova, fortissima, diminuzione pari al 9,4 per cento rispetto al mese precedente. Il dato è stato annunciato oggi dal ministero dell'economia, del commercio e dell'industria di Tokyo. Comparata a febbraio 2008, la produzione di beni manifatturieri è precipitata del 38,4 per cento. Il dato mensile di febbraio è in linea con le previsioni degli imprenditori, oltre che con quelle degli economisti, una ventina dei quali in un sondaggio Nikkei avevano previsto una caduta del 9 per cento. Secondo il ministero dell'economia, il calo di febbraio proviene, come nei mesi precedenti, da un forte rallentamento della produzione di auto e di semiconduttori, in un momento in cui le vendite di questi prodotti all'estero sono in stallo a causa della crisi mondiale.
Un pessimismo, quello odierno, che si riflette sulle contrattazioni del petrolio. Nel dopomercato elettronico che fa riferimento al Nymex, la Borsa merci di New York, a Singapore il greggio «light sweet» per consegna a maggio è stato trattato oggi a mezzogiorno, ora locale, a 51,35 dollari a barile, con un ribasso di 1,03 dollari sulle quotazioni di venerdì sera a New York, dove al termine della giornata aveva perso 1,96 dollari scendendo a 52,38 dollari a barile. Venerdì scorso, la Borsa americana aveva chiuso in calo una settimana comunque positiva, penalizzata dai realizzi e da una serie di cattive notizie che hanno riacceso i dubbi sullo stato di salute dell'economia e in particolare delle banche. Il Dow Jones aveva perso l'1,88% a 775,46 punti, il Nasdaq il 2,63% a 1.545,20 punti, mentre l'S&P 500 ha ceduto il 2,03% a 815,94.
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