25 aprile 2024
Aggiornato 19:30

Lavoro, Fammoni (Cgil): dato Istat certifica stato di crisi

“Non adeguate misure governo, lo dimostrano parole Berlusconi”

ROMA - «La rilevazione Istat delle forze lavoro nel quarto trimestre del 2008 certifica lo stato di crisi». Lo afferma il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, il quale aggiunge: «Si ferma il numero degli occupati, come da noi già segnalato, in modo particolarmente drammatico nel Mezzogiorno: senza il contributo dei lavoratori stranieri, che qualcuno vorrebbe adesso bloccare, questo dato risulterebbe ampiamente negativo».

Inoltre, spiega il dirigente sindacale, «cala il tasso di occupazione e la disoccupazione registra il quarto aumento tendenziale consecutivo: il 7,1% di tasso di disoccupazione pari a 1.775.000 persone, che corrisponde alle stime elaborate dall’Ires e dalla Cgil e che qualcuno aveva definito allarmistiche». Quanto al primo trimestre di quest’anno, continua Fammoni, «tutti sanno che la situazione è peggiorata e che le ricadute sull’occupazione risentiranno in maniera decisiva dei tempi e delle scelte che saranno fatte per contrastare la crisi». Ma per il segretario confederale Cgil, «l’atteggiamento del governo è quello di far finta di niente. Lo dimostrano le parole del presidente del Consiglio quando afferma che i nostri dati sono migliori rispetto al resto dell’Ue mentre, invece, dopo 9 anni la disoccupazione cresce nel 2008, e crescerà ancora di più quest’anno, come le domande presentate nei primi 2 mesi dimostrano».

Per Fammoni, «chi è già disoccupato o rischia il lavoro non si sentirà certamente rassicurato dalle parole del Premier. E’ evidente che non ci siamo. Sia per la quantità di risorse finora effettivamente stanziate per gli ammortizzatori, sia per estendere le tutele ai lavoratori precari. Per questo, assieme alla denuncia di quello che non va, continuiamo ad avanzare proposte realizzabili per evitare di chiudere imprese e perdere lavoro: temi che saranno al centro della grande manifestazione nazionale del 4 aprile al Circo Massimo».

Infine, quanto all’agitazione dei lavoratori dell’Istituto statistico, e che ha fatto slittare la diffusione dei dati sulla forza lavoro, Fammoni conclude: «Appare sconcertante che l’Istat possa pensare ad un processo di esternalizzazione dei rilevatori che acquisiscono questi dati. Così si mette in discussione l’occupazione di oltre 300 lavoratori con contratti co.co.co. che scadranno il prossimo 30 giugno e si renderebbero più deboli statistiche già in evidente ritardo rispetto alle necessità».