19 gennaio 2020
Aggiornato 23:00

Cina: Banca Mondiale taglia stime Pil, ma economia Dragone regge

Soffre export, ma Paese incassa e può lanciare «vigorose misure»

PECHINO - La crisi economica internazionale ha assestato un duro colpo anche alla Cina, ma secondo la Banca Mondiale il gigante giallo riesce a incassare: le sue banche sono riuscite a attraversare «illese» la tempesta finanziaria, e Pechino dispone ancora di «abbondanti margini» per varare «vigorose» misure di sostegno all'economia reale.

Tuttavia, nel suo aggiornamento trimestrale delle previsioni sulla Cina l'istituzione di Washington ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita, indicando ora un'espansione del 6,5 per cento del Pil per il 2009. Un livello che risulterebbe quindi inferiore a quell'8 per cento fissato come obiettivo 2009 dalle autorità cinesi, e recentemente confermato dallo stesso premier Wen Jiabao. La Cina accusa le ricadute della crisi mondiale innanzitutto sul commercio con l'estero, con le sue esportazioni che sono state «duramente colpite», rileva la World Bank con un comunicato. A risentire della congiuntura sono anche «gli investimenti e il clima di fiducia, in particolare nel settore manifatturiero». La crescita generale attesa per quest'anno, 6,5 per cento rappresenta «un tasso significativamente inferiore al potenziale - si legge -.

Il risultante aumento della capacità produttiva in eccesso potrebbe determinare indebolimenti degli investimenti, meno creazione di posti di lavoro e meno migrazioni, pressioni al ribasso sui prezzi e riorientamento dell'export verso il mercato interno». Ma il quadro d'insieme mostra che permangono alcuni significativi aspetti di forza nel gigante asiatico. «L'aggiornamento rileva che le banche della Cina sono rimaste ampiamente illese dalle turbolenze finanziarie internazionali - dice la World Bank - e che l'economia può ancora contare su abbondanti margini per mettere in opera vigorose misure di stimolo».