20 ottobre 2020
Aggiornato 07:30
Agivi, Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani, compie 20 anni

Insieme per educare al consumo consapevole

E' veramente utile abbassare il limite alcolemico se i controlli non ci sono e non si educa ad un consumo responsabile? O è solo demagogia?

Alla fondazione, nel 1989, l’impegno era migliorare la preparazione delle aziende per renderle più competitive sul mercato globale, oggi è trasmettere ai consumatori, soprattutto ai giovani, la cultura del bere consapevole. E’ questa la mission Agivi, Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani, che riunisce produttori di vino tra i 18 e i 40 anni di ogni regione d’Italia.

Durante l’evento organizzato al Lotvs di Milano per festeggiare i 20 anni, il Presidente Enrico Drei Donà ha lanciato questo appello «Siamo favorevoli all'estensione ed all'ampliamento di tutti i controlli su strada, portandoli a livello di altri paesi europei, come la Francia, dove si effettuano 10 volte più controlli che in Italia. Questa sono azioni concrete che limiterebbero le problematiche, abbassare il limite alcolemico consentito servirebbe a poco, poichè chi eccede sente che essere controllati è una casualità e non una costante. Il consumo eccessivo di alcol è inoltre sintomo di un disagio che parte da cause ben più profonde. L’educazione al bere responsabile è, a nostro avviso, l’unica via e vogliamo essere i primi a combattere l’abuso, perché il nostro cliente non è chi esce ubriaco dalle discoteche alle 3 di mattina. Noi ci rivolgiamo ai giovani che considerano il vino parte della propria socialità, un valore positivo e un elemento della identità del nostro Paese. Per bere vino ci vuole cultura. Abbiamo quindi ideato, ancora sei anni fa, il Wine Bar del BereGiovane, degustazione dei giovani produttori rivolta ai giovani consumatori e, soprattutto, da un anno a questa parte, abbiamo introdotto nel nostro protocollo di degustazione, che in ogni evento avvenga la consegna di un etilometro tascabile a ogni visitatore. Un piccolo gesto, certo, ma un gesto veramente concreto per promuovere l’autocontrollo. In questa azione ci stiamo muovendo con le nostre forze, perché non veniamo ancora ascoltati come vorremmo dal mondo istituzionale, ma ci auguriamo che questo avvenga presto

E’ quindi proprio la diffusione della cultura del bere bene e moderato la priorità di Agivi oggi. Accanto a questo, Agivi continua ad investire anche nella formazione dei manager. L’associazione, sin dagli esordi, è stata infatti una palestra per gli imprenditori del vino e la formazione di figure importanti per il settore, come ricordato da Andrea Sartori, Presidente di UIV. In questi anni Agivi ha saputo anche introdurre una nuova mentalità, dove le aziende vitivinicole di tutta Italia si vedono come colleghe e non come avversarie, dove lavorare insieme è meglio che da soli.

E’ proprio l’associazionismo uno dei valori che Agivi ha saputo insegnare, ha evidenziato Lamberto Vallarino Gancia, eletto primo presidente Agivi quando, il 18 luglio 1989, un gruppo di 9 giovani imprenditori soci di UIV si riunirono a Milano per fondare Agivi, il primo e ancora unico movimento giovanile del vino. I soci erano allora Lamberto Vallarino Gancia, Max Vallarino Gancia, Luigi Folonari, Cesare Cecchi, Andrea Cecchi, Andrea Sartori, Pier Nicola De Castris, Pier Francesco Bolla, Alberto Medici. Questo gruppo di giovani imprenditori ha saputo instaurare subito un rapporto di amicizia e stima.

Un momento importante nella storia di Agivi è segnato dall’introduzione del Wine Bar del Bere Giovane e dei Forum, avvenuta sotto la Presidenza di Alessandro Fabiano. Il primo, iniziativa rivolta all’esterno, il secondo studiato per affrontare di volta in volta tematiche strategiche per i soci. «Agivi è il piacere di stare assieme ma anche la possibilità di crescere e imparare, perché nessuno dei soci vuole vivere all’ombra dei propri padri, spesso uomini che hanno fatto la storia del vino, ma vuole essere artefice del futuro dell’azienda. Agivi ha dato un ruolo ai giovani ed è stato fatto quando i giovani si sono riavvicinati al vino, per questo l’associazione sente il dovere di dialogare con loro per diffondere la cultura del bere moderato.»

Per fare questo, Agivi organizzerà nel mese di marzo una serie di serate dedicate al Bere Responsabile presso il Lotvs di Milano. Ogni partecipante potrà degustare un calice di vino di qualità, dire la propria opinione sul vino compilando un questionario anonimo e riceverà in omaggio un etilometro tascabile.