30 agosto 2025
Aggiornato 05:00
Riforma del modello contrattuale

Epifani: «Accordo separato fatto di assolutà gravità»

«E’ una scelta, quella dall’accordo separato, che contiene un’idea di paura di fronte alla crisi e di divisione nel momento in cui c’è bisogno di unità nel paese e tra i lavoratori»

ROMA - ‘’Quello che è avvenuto ieri sera è un fatto di assoluta gravità’’. Lo ha affermato il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani nel corso di una riunione del gruppo dirigente dell’organizzazione. ‘’E’ una scelta, quella dall’accordo separato, che contiene un’idea di paura di fronte alla crisi e di divisione nel momento in cui c’è bisogno di unità nel paese e tra i lavoratori’’.

‘’Il governo, invece di affrontare le questioni poste dall’aggravarsi della situazione sociale e produttiva alla quale, ancora ieri sera, non è stato in grado di offrire una risposta, e invece di garantire tutele per i lavoratori che rischiano di restare senza occupazione, ha lavorato pervicacemente per dividere il sindacato e il paese’’.

Non è mai accaduto che una revisione del quadro di regole contrattuali sia stata sottoscritta senza il consenso di una delle parti sociali fondamentali, ha osservato Epifani. L’accordo separato ‘’è figlio della paura perché sceglie di non puntare sulla funzione essenziale della contrattazione collettiva e delle partecipazione democratica dei lavoratori’’.

L’ammodernamento del modello contrattuale, il potenziamento del secondo livello di contrattazione, di incremento della produttività, di valorizzazione del merito ‘’sono obiettivi presenti nella piattaforma unitaria sindacale e condivisi dalla Cgil che non ha mai detto no a priori’’. Ma il testo approvato ieri, le cui linee guida rimandano ai singoli testi sottoscritti da Cisl e Uil con le diverse organizzazioni datoriali prefigurando così molteplici e frammentati modelli contrattuali, non persegue nei fatti questi obiettivi, ‘’non contiene innovazioni di fondo, riduce in maniera strutturale il livello salariale e la funzione del contratto nazionale, non garantendo nemmeno il recupero pieno del potere d’acquisto e non scommette su un vero allargamento del secondo livello di contrattazione’’.

Inoltre ‘’determina condizioni di difficilissima gestione di tutte le vertenze che si apriranno e non definisce quel quadro condiviso in grado di dare alle imprese certezza effettiva delle regole e dello svolgimento dell’attività contrattuale’’.

‘’Per la Cgil – ha concluso Epifani - un accordo sulle regole ha un valore se, come avvenuto con l’intesa del 23 luglio, sono i lavoratori con il loro voto a definire validità e pienezza democratica’’.