30 agosto 2025
Aggiornato 05:00
Riforma del modello contrattuale

Contratti, Nicolosi (Cgil) su accordo separato

«Con questo atto Governo e Confindustria hanno portato a compimento un disegno scellerato»

ROMA - La firma dell’accordo separato sulla riforma del modello contrattuale è, per Nicola Nicolosi, Coordinatore dell’Area programmatica Lavoro Società in CGIL, «un fatto gravissimo».
«Con questo atto – spiega in una nota - Governo e Confindustria hanno portato a compimento un disegno scellerato che conferma il carattere fortemente antidemocratico e antipopolare del Governo, oltre all’unità d’intenti tra imprenditori ed esecutivo per piegare, anche in presenza di una crisi gravissima e dagli esiti ancora non quantificabili, il sindacato e trasformarlo in un organo consociativo di cogestione, che rinunci alla lotta per i diritti e che accetti di trasformarsi in appendice dipendente di padroni e Governo».

Secondo Nicolosi, «la CGIL rifiutandosi di firmare, ha mantenuto gli impegni presi con i lavoratori, coerente con le Piattaforme sottoscritte». Decisione, che l’area programmatica Lavoro Società della CGIL «sostiene totalmente».

Mentre, dice Nicolosi, «CISL e UIL hanno sottoscritto un patto scellerato e hanno venduto l’anima per un piatto di lenticchie nella bilateralità e nelle attività di intermediazione di manodopera. Questo modello neocorporativo – aggiunge - la CGIL non lo accetta e lo contrasterà con la lotta e la mobilitazione, forte della sua rappresentanza maggioritaria tra i lavoratori».

«C’è ora bisogno di una risposta forte - prosegue - anche prima del 4 aprile, che metta in campo la forza dei lavoratori. Non si tratta soltanto di ‘agire il conflitto’, ma anche di restituire la parola a chi, precari, operai, impiegati, commessi, pensionati, giovani che attendono risposte concrete per affrontare la crisi e difendere il lavoro, le retribuzioni e i redditi, si trova di fronte la manomissione della democrazia nel mondo del lavoro».

«Bisogna generalizzare la lotta fino allo sciopero generale – conclude - e intensificare le iniziative di mobilitazione di categoria e territoriali, a partire dallo sciopero indetto da FP e FIOM per il 13 febbraio, alla cui manifestazione nazionale saremo presenti. Questo proporremo in queste ore a tutta l'organizzazione. Una Cgil unita nella mobilitazione è condizione necessarea per affrontare questa difficile temperie».