17 giugno 2019
Aggiornato 14:30
Politiche per il Mezzogiorno

Ponte Messina, Lamonica (Cgil): non è priorità per sviluppo Mezzogiorno

«Servono lavori immediatamente cantierabili non opere faraoniche»

«Vogliamo ribadire ancora una volta che il ponte sullo stretto di Messina non è la vera priorità per lo sviluppo del Mezzogiorno». E’ quanto afferma la segretaria confederale della Cgil, Vera Lamonica, in merito all’annuncio fatto oggi dal sottosegretario alle Infrastrutture, Giuseppe Maria Reina, dello stanziamento di un miliardo e trecento milioni dai fondi Fas per far partire la progettazione definitiva dell'opera.

Lavori immediatamente cantierabili - La dirigente sindacale, «prendendo atto che per il governo invece è un impegno elettorale, quindi non è nostra intenzione fare altre polemiche», ricorda all’esecutivo che «per far uscire il più rapidamente possibile il nostro Paese dalla recessione economica è indispensabile fare interventi diretti ed immediati come stanno facendo la maggioranza dei Paesi Europei». Per Lamonica «fare politiche economiche anticicliche e dare risposte alla situazione drammatica dell’occupazione, significa far partire da subito i lavori immediatamente cantierabili, come strade, ferrovie, reti idriche, scuole, ecc., e non aspettare anni per la sola progettazione di opere faraoniche come nel caso del ponte».

Reti materiali e immateriali legate al territorio - Il Mezzogiorno, infatti, dalla crisi in atto, «rischia - spiega la sindacalista - di pagare il prezzo più alto se non s’inverte l’ordine delle priorità che, per quanto riguarda le infrastrutture, per la Cgil sono un vero sviluppo delle reti materiali e immateriali legate al territorio». Infine, conclude Lamonica, «non meraviglia che esulti la Società Stretto di Messina la cui storia è testimonianza di come possano essere usate male le risorse pubbliche; temiamo che ad esultare sia anche la criminalità organizzata che, finora, ha pesantemente intercettato e condizionato le grandi opere».