2 agosto 2021
Aggiornato 07:00
Fedeconsumatori: «bene riduzione tassi BCE»

Tassi: adesso le banche non facciano orecchie da mercante

«Adottino analogo e tempestivo taglio a cascata, invece di prendere tempo come al solito e di comportarsi come tante distratte tartarughe»

La manovra sui tassi da parte de consiglio direttivo della Bce, che ha deciso di tagliare i tassi di interesse di 50 punti base portandoli al 2%, il suo minimo storico, con la riduzione rispettivamente all'1% ed al 3% anche del tasso sui depositi e di quello marginale, potrebbe essere una buona notizia per famiglie ed imprese qualora le banche adottino analogo e tempestivo taglio a cascata, invece di prendere tempo come al solito e di comportarsi come tante distratte tartarughe.

Il tasso BCE portato al 2%,che se tempestivamente ridotto sui mutui a tasso variabile da parte di un sistema bancario aduso a fare orecchie da mercante, comportando risparmi di 30 euro mensili su un prestito indicizzato di 100.000 euro trentennale, ossia di 360 euro su base annua, rende beffarde ed intempestive le decisioni del ministro dell'economia, che aveva promesso aiuti per quei mutuatari che pagavano un tasso superiore al 4 per cento: stavolta è stata la BCE a sbugiardare gli spot del Governo a favore delle famiglie !

Adusbef e Federconsumatori ricordano ad un sistema bancario arrogante e che gode da tempo di scandalose protezioni,sia da parte del Governo che della Banca d'Italia, che la diminuzione del costo del denaro di 50 punti base,sia sui mutui che sugli affidamenti e sui prestiti, non è una gentile elargizione dei signori e super-pagati banchieri che incassano prebende e stock optino milionarie e pari a 27.000 euro al giorno in taluni casi, sulla pelle del mercato e dei consumatori,a prescindere dai risultati, ma un dovere che deve essere messo in pratica immediatamente.

Adusbef e Federconsumatori, che vigileranno sui comportamenti eventualmente scorretti delle banche riservandosi di inoltrare doverose denunce penali in caso di inadempimento, ricordano ancora una volta che in un sistema di mercato con corrette regole di concorrenza, i signori banchieri non possono aumentare gli spread sui tassi portati da una media dello 0,70 per cento di 6 mesi fa ad oltre il 2% per spogliare e taglieggiare i correntisti e mantenere inalterati i profitti, sempre al riparo da doverose sanzioni che l'Ufficio di Vigilanza di Bankitalia dovrebbe erogare.

Se le banche dovessero adeguare i tassi alle media Ue, su mutui più cari di un + 0,50 % in media o mutui, 'ci sarebbe un risparmio sulle rate da un minimo di 39 euro al mese (468 euro l'anno) fino a 100 euro mensili, con un minor onere di 1200 euro l'anno per le famiglie.