24 febbraio 2024
Aggiornato 00:30
Carta acquisti

Social Card o «Umilia Card»?

È quanto dichiara il senatore Elio Lannutti, capogruppo dell'IdV in commissione Finanze a Palazzo Madama che, dopo la denuncia della trasmissione «Mi manda Raitre», in proposito ha presentato un'interrogazione urgente

«Se fossimo in un altro Paese Tremonti si sarebbe già dimesso! La sua trovata anticrisi per i meno abbienti, la social card, si sta rivelando sempre più una sorta di via crucis per anziani e famiglie in difficoltà economica». È quanto dichiara il senatore Elio Lannutti, capogruppo dell'IdV in commissione Finanze a Palazzo Madama che, dopo la denuncia della trasmissione «Mi manda Raitre», in proposito ha presentato un'interrogazione urgente.

«La beffa della lettera di Tremonti, arrivata a casa di centinaia di migliaia di persone che in realtà non avevano i requisiti per ottenere la card; le lunghe file ai patronati per riuscire a capire se si possiede o meno il diritto di richiederla; le code agli uffici postali e, ciliegina sulla torta, i problemi connessi all'utilizzo pratico della carta: sono tutti elementi che fanno della tessera sociale un vero e proprio flop», si legge nell'interrogazione, dove inoltre si fa presente che «spesso il titolare della card si rende conto che questa non è stata caricata solo quando arriva a pagare alle casse: una situazione umiliante, perché non fa certo piacere rendere noto agli altri clienti in fila di essere in possesso di questa tessera dei poveri».

Quelle denunciate da Lannutti sono solo le ultime di una lunga serie di défaillances legate all’avvio di questo complicato e costoso meccanismo di sostegno ai bassi redditi. A tutt'oggi, il Governo ha emesso meno di un terzo delle social card promesse, cioè circa 330.000, molte della quali non attivate perché prive di fondi. Per questi motivi, l'IdV chiede di sapere quali iniziative urgenti il governo intenda assumere al fine di rispettare gli impegni assunti e garantire il promesso sostegno alle fasce più deboli.

«Più che una social card - conclude Lannutti - è una «umilia card»: che oltretutto ha creato un caos di cui il Ministro della Finanza creativa dovrebbe vergognarsi. Provi almeno a chiedere scusa ai cittadini mortificati da tessere fasulle, scariche, prive di copertura».