27 maggio 2024
Aggiornato 04:30

Sciopero dei lavoratori di Fisia Italimpianti

Presidio davanti alla prefettura di Genova dalle 9.30 alle 11.30

Le segreterie di Fim Fiom e Uilm di Genova dichiarano per la mattinata del 15 gennaio, dalle 9,30 alle 11,30, uno sciopero dei lavoratori di Fisia Italimpianti con presidio presso la Prefettura di Genova.
L’azienda che oggi si occupa di impianti di dissalazione di acqua di mare, nel recente passato era impegnata nel campo dello smaltimento dei rifiuti urbani.

Oggi, la protesta dei dipendenti vuole evidenziare la precaria situazione finanziaria in cui versa l’azienda e quindi le preoccupazioni dei lavoratori circa le prospettive aziendali e l’immediata continuità delle retribuzioni.
Il futuro di oltre 350 lavoratori è incerto a causa della suddetta mancanza di liquidità dell’azienda, causata principalmente dal blocco dei pagamenti relativi alla costruzione del termovalorizzatore di Acerra e di altri impianti realizzati in Campania. Le strutture pubbliche che le hanno commissionate, infatti, sono esposte con i creditori per una cifra attorno agli 800 milioni di euro (dei quali circa 200 di crediti vantati da Fisia Italimpianti). Inoltre in azienda si assiste alla diminuzione del carico di lavoro, limitato, ad oggi, alle sole commesse già acquisite.

La carenza di liquidità - che per il suddetto blocco dei pagamenti perdura ormai da anni - ha ritardato la costruzione di 3 dissalatori in Medio Oriente con conseguenti perdite economiche e di immagine che, combinata con l’attuale crisi finanziaria mondiale, sta mettendo in ginocchio Fisia Italimpianti, ancora oggi unico leader italiano nel mondo di impianti di dissalazione acqua di mare.

Nella stessa mattinata, le Segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uilm e la RSU aziendale verranno ricevute dalla Signora Prefetto Anna Maria Cancellieri, alla quale illustreranno la grave situazione in cui versa la società genovese chiedendo l’intervento della Prefettura nei confronti del Sottosegretario Bertolaso affinché si sblocchino i pagamenti e che quindi vengano garantite le retribuzioni.