8 dicembre 2019
Aggiornato 13:30
Ammortizzatori socialie e CIG

Fammoni: «No a gabbie e più risorse per ammortizzatori»

La possibilità di differenziare la cassa integrazione tra le Regioni e le diverse aree del Paese lascia perplesso il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni

La possibilità di differenziare la cassa integrazione tra le Regioni e le diverse aree del Paese, contenuta in uno degli emendamenti presentati oggi all'articolo del decreto anti-crisi sugli ammortizzatori sociali, lascia perplesso il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni.
«Che cosa vuol dire CIG differenziata a livello locale. Trattamenti diversi tra lavoratori, magari dello stesso gruppo, secondo l’area geografica o, fermo restando il tetto, si tratta della ripartizione delle quote fra enti pubblici? Si chiede il dirigente sindacale.

Nel primo caso - osserva Fammoni - si introdurrebbero una sorta di gabbie salariali degli ammortizzatori, nel secondo un provvedimento che potrebbe dividere tra regioni ricche e povere».

«E' patologico invece - prosegue il segretario della Cgil - il continuo ricorso alla minaccia di non corrispondere più gli ammortizzatori ai lavoratori. Se si volesse davvero discutere di effettiva formazione e di congruità del lavoro bisognerebbe aprire questa discussione che latita da anni. La logica evidente per il governo è che invece la colpa della crisi è dei lavoratori e loro devono subirne gli effetti».

Secondo il dirigente sindacale di Corso d'Italia, ciò che «manca totalmente sono le risorse necessarie agli ammortizzatori».

«Vedo, invece - conclude Fammoni - che si sono trovate quelle per gli esercenti che chiudono l'attività tre anni prima della vecchiaia, mentre le risorse aggiuntive più volte annunciate e promesse non ci sono e questo è gravissimo e un ulteriore indice dell’inadeguatezza rispetto alla crisi».