14 giugno 2024
Aggiornato 19:30
Corte di Appello di Bari, sezione Lavoro, sentenza del 27 ottobre 2008, n. 2204

E risarcibile l’infortunio del dipendente occorsogli andando in banca a ritirare lo stipendio

Ai fini della qualificazione dell’infortunio indennizzabile rileva l’art. 12 del D.Lgs. n. 38 del 2000

Con sentenza del 27 ottobre 2008, n. 2204 la Corte di Appello di Bari ha stabilito che la nozione di luogo di lavoro comprende l'azienda o ogni luogo in cui il lavoratore si reca per volontà o per disposizione del datore di lavoro, come quello dove va a riscuotere la retribuzione o a ricevere attrezzi di lavoro o documenti prescritti.

Fatto e diritto
Nel caso di specie l’infortunio si era verificato in occasione della concessione al lavoratore del permesso, in conformità alla normativa contrattuale, finalizzato alla riscossione dello stipendio presso la banca avente funzione di tesoreria dell’amministrazione sanitaria.
Allora a tale riguardo il Tribunale di Bari, giudice del lavoro, pronunciando sulla domanda proposta da un dirigente amministrativo di una ASL che aveva denunciato l’infortunio occorsogli durante un’uscita dall’ufficio, in permesso breve ex art. 22 CCNL, per la riscossione dello stipendio in banca condannava l’INAIL a pagare al ricorrente l’indennità per l’inabilità assoluta per 90 giorni e l’indennità per l’inabilità parziale per 60 giorni, nonché a costituire a favore del dirigente una rendita permanente nella misura del 22%, con decorrenza dall’istanza amministrativa e con maggiorazione della rivalutazione monetaria e degli interessi legali secondo legge.
Secondo il primo giudice: l’infortunio era avvenuto in c.d. permesso bancario ed era consistito in una caduta accidentale cagionata da una sconnessione nel pavimento del marciapiede; tali circostanze non erano state contestate dall’INAIL.
Contro tale sentenza l’Inail ricorreva in Corte di Appello dolendosi dell’erroneità della sentenza di primo grado e chiedendo che, in riforma della pronuncia gravata, tutte le domande del dirigente fossero rigettate ovvero, in subordine, che la richiesta di rendita fosse accolta in misura inferiore al 22%.

La decisione della Corte di Appello
Per la Corte di Appello ai fini della qualificazione dell’infortunio indennizzabile, la nozione di luogo di lavoro comprende l'azienda o ogni luogo in cui il lavoratore si reca per volontà o per disposizione del datore di lavoro, come quello dove va a riscuotere la retribuzione o a ricevere attrezzi di lavoro o documenti prescritti.
Tale interpretazione dell’occasione di lavoro fuori dal luogo in cui lo stesso viene espletato, d’altro canto, risulta avallata dalla previsione - nell’ultimo comma dell’art. 2 cit., aggiunto dall’art 12 D.Lgs. n. 38 del 2000 con valenza retroattiva (Cass. 6/7/2007, n. 15266) – delle sole cause di esclusione consistenti in una «interruzione o deviazione del tutto indipendenti dal lavoro o, comunque, non necessitate».
Come il dirigente ha evidenziato (menzionando studi e pubblicazioni riferibili all’INAIL), grazie all’art. 12 D.Lgs. n. 38 del 2000, la nozione di luogo di lavoro comprende ormai «l'azienda o ogni luogo in cui il lavoratore si reca per volontà o per disposizione del datore di lavoro; ma anche altri luoghi, come quello dove va a riscuotere la retribuzione o a ricevere attrezzi di lavoro o documenti prescritti e, al limite, forse anche all'INAIL, dove si reca per sottoporsi a cure relative a un precedente infortunio»

Corte di Appello di Bari, sezione Lavoro, 27 ottobre 2008, n. 2204