1 agosto 2021
Aggiornato 15:30
Sicurezza sul lavoro

«Su sicurezza Sacconi non smantelli strumenti, li usi»

La lotta al lavoro nero, alla precarietà e il varo della legge 81, voluti dal precedente governo, hanno consentito oggettivamente di raggiungere primi importanti risultati

«Il ministro Sacconi riconferma , con un messaggio, l’impegno del governo per la sicurezza sul lavoro. Noi a Torino eravamo presenti e abbiamo ancora una volta raccolto, nel ricordo, il dolore dei familiari delle vittime, e l’esigenza di un impegno ad attuare le leggi esistenti. Non vorremmo che la ricorrente distinzione operata dal ministro tra «adempimenti formali» e «approccio per obiettivi» nascondesse in realtà l’intenzione di modificare in modo sostanziale il testo unico sulla sicurezza, anziché provvedere ad una sua puntuale e progressiva applicazione.

Del resto la lotta al lavoro nero, alla precarietà e il varo della legge 81, voluti dal precedente governo, hanno consentito oggettivamente di raggiungere primi importanti risultati. Nella tragedia quotidiana rappresentata dai morti sul lavoro va ricordato che il calo tra il 2006 e il 2007 di infortuni mortali passati da 1341 a 1207, è la testimonianza che le buone leggi possono produrre risultati anche se insufficienti. La lotta contro il lavoro nero è essenziale, l’emersione tra il 2006 e il 2007, soltanto nel settore dell’edilizia, di almeno 200mila lavoratori, secondo i dati dell’Inail, è stato sicuramente un contributo per affrontare il problema. Ci auguriamo che il governo applichi quanto già previsto dal testo unico: il coordinamento dei controlli, la destinazione di 50 milioni di euro già stanziati per la formazione dei lavoratori, il fondo a favore dei familiari delle vittime, che ha trovato anche grazie alla nostra pressione una prima definizione, e l’attivazione delle convenzioni con scuole ed università per l’insegnamento di questi temi ai giovani.

I contenuti le regole e le risorse ci sono, il governo passi all’azione senza rallentare l’applicazione o smantellare parte dei contenuti. Questo vale anche per il decreto sui lavori usuranti».