17 giugno 2024
Aggiornato 09:30
Presentato il piano anticrisi del Governo

Per il Codacons la manovra anticrisi è insoddisfacente

L’associazione condivide l'idea di un tetto al 4% per i mutui a tasso variabile ma il provvedimento non deve valere solo per i mutui stipulati dopo il primo gennaio, ma anche per i vecchi

Insoddisfacente, per il Codacons, la manovra anticrisi varata dal Governo. «Berlusconi – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - deve scegliere se aiutare banche, imprese, lavoratori, consumatori, rilanciare le infrastrutture, gli investimenti o i consumi. Inutile fare un po' di tutto, per dare un contentino a tutti, perché la manovra così facendo perde di efficacia.

La chiave di volta per uscire dalla recessione in atto sono i consumatori – prosegue Rienzi - Rilanciando i consumi, infatti, si aiutano automaticamente le imprese ad uscire dalla crisi e per questa via non c'è nemmeno bisogno di aumentare gli ammortizzatori sociali, visto che i lavoratori non perderebbero il posto».

Per questo il Codacons contesta i 16,6 miliardi di euro per le infrastrutture a fronte di appena 2,4 miliardi di euro per il bonus a favore delle famiglie. Inoltre il provvedimento servirà ad aiutare, in modo insoddisfacente, solo 8 milioni di persone, in pratica solo quelli che vivono sotto la soglia di povertà, considerato che i poveri ufficiali per l'Istat sono 7.542.000. Se si vogliono rilanciare i consumi, invece, si deve aiutare il ceto medio, visto che ormai sono 22,5 milioni, ossia un terzo della popolazione, gli italiani che, secondo il Codacons, faticano ad arrivare alla fine del mese.

L’associazione, infine, condivide l'idea di un tetto al 4% per i mutui a tasso variabile, ma il provvedimento non deve valere solo per i mutui stipulati dopo il primo gennaio, ma anche per i vecchi, visto che 530.000 famiglie sono in difficoltà con il pagamento delle rate (il Codacons ha chiesto di introdurre il blocco delle esecuzioni immobiliari come si fa per gli sfratti).

Inoltre si evidenzia che proprio oggi l'Euribor a 3 mesi ha toccato i minimi da 21 mesi, scendendo al 3,853%, il livello più basso dal 21 febbraio 2007 e che anche quello ad un anno è ormai sotto il 4% e oggi è quotato al 3,951.