23 agosto 2019
Aggiornato 14:00
Per Almunia la recessione è davvero un «rischio concreto»

Ue: Italia è in recessione tecnica

I dati della Commissione parlano di crescita zero per il 2008

Con due trimestri consecutivi di crescita negativa del Pil, l'Italia e i Paesi della zona euro (eurozona) sono entrati in recessione tecnica. Questo è quanto emerge dall'ultima valutazione della Commissione europea presentata oggi nelle «previsioni d'autunno» da Joaquin Almunia. Per il commissario europeo per gli Affari Economici la recessione è davvero un «rischio concreto».

Si legge nel rapporto che dopo il secondo trimestre 2008 dove la crescita era a quota -0,2%, ora «il Pil calerà nel terzo trimestre sia nella Ue sia nell'eurozona e ciò implica per l'area euro e per alcuni stati trovarsi o stare sul punto di trovarsi in recessione tecnica».

Tradotto in altri termini, l'Italia chiuderà il 2008 con crescita zero del suo prodotto interno lordo. Le previsioni della Commissione sono leggermente più incoraggianti rispetto a quelle del Fondo Monetario Internazionale (-0,1% nel 2008 e -0,2% nel 2009) e ovviamente peggiori di quelle elaborate dal governo italiano (+0,1% e +0,5%). La stagnazione, già annunciata dal governatore di bankitalia Draghi, durerà per tutto il 2009; la ripresa si avrà solo nel 2010 quando la Commissione europea prevede un miglioramento del Pil dello 0,6%.

Stabili resteranno i conti pubblici con un rapporto deficit-pil fermo a 2,5% per il 2008 e a 2,6% per il 2009 (più alto della media dell'eurozona pari a 1,2% e +0,1%). Stabile anche il debito pubblico che si fermerà a 104,1% nel 2008 e che salirà al 104,3% nel 2009. Nell'eurozona il debito pubblico sarà pari al 66,6% nel 2008 e crescerà fino al 67,2% nel 2009 e al 67,6% nel 2010.

Per l'eurozona le stime di crescita annuale vedono un 1,2% per l'anno in corso, una drastica recessione fino a quota 0,1% nel 2009 e la risalita nel 2010 fino allo 0,9%. Per gli altri Paesi dell'Ue i dati sono +1,4% nel 2008, +0,2% nel 2009 e +1,1% nel 2010.

Nel 2009 oltre all'Italia, la stagnazione colpirà la Germania, la Svezia, la Lituania e la Francia, tutte a quota zero crescita. Poco sotto la soglia Belgio, Danimarca e Portogallo tutte a quota -0,1%. Sarà invece recessione per Estonia (-1,2%), Irlanda (-0,9%), Lettonia (-2,7%), Gran Bretagna (-1%) e Spagna (-0,2%).

Buone notizie sull'andamento dell'inflazione e le sue prospettive nella zona euro. La Commissione prevede un tasso d'inflazione pari al 3,5% per il 2008 che scenderà al 2,2% nel 2009 e al 2,1% nel 2010. Nel rapporto si legge che «le previsioni sono in leggero rialzo rispetto a quelle della primavera, a causa dell'aumento dei prezzi delle materie prime durante l'estate. Tuttavia, il recente forte calo dei prezzi delle materie prime, insieme ad un forte rallentamento delle prospettive di crescita e di un relativo allentamento della situazione del mercato del lavoro, riduce molto i rischi di una spirale tra prezzi e salari».

A.Dra