23 gennaio 2022
Aggiornato 16:00
Clonazione animale

Italiani bocciano carne e latte clonati a tavola

E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel corso del primo question time in campagna al quale è intervenuto il Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia

La grande maggioranza dei cittadini italiani ed europei boccia la possibilità che latte, formaggi e carne provenienti da animali clonati arrivino sulle tavole per motivi ambientali, etici, sanitari ed economici, avendo peraltro ben chiaro il significato della nuova tecnica. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel corso del primo question time in campagna al quale è intervenuto il Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia, nel rendere noti i dati dell’ultima indagine Eurobarometro sulla clonazione.

Il 79 per cento degli italiani - sottolinea la Coldiretti - conosce infatti in cosa consiste la tecnica della clonazione animale, ma ritiene che siano chiari gli effetti di lungo periodo sulla natura (81 per cento), che potrebbe compromettere la biodiversità (63 per cento), che causi sofferenza agli animali (52 per cento) e che sia moralmente sbagliata (69 per cento). Il 64 per cento ritiene pertanto che la clonazione a fini alimentari non sarebbe mai giustificabile con la maggioranza dei cittadini che non comprerebbe mai latte o carne da animali clonati e per questo il 78 per cento ha dichiarato che un sistema di etichettatura dovrebbe essere reso obbligatorio qualora fossero venduti prodotti derivati dalla progenie di animali clonati.

I risultati univoci dell’Eurobarometro giungono in occasione dell’allarme lanciato dai principali quotidiani statunitensi sul fatto che latte, formaggi e carne provenienti dalla prole di animali clonati siano già entrati nella catena alimentare statunitense e potrebbero arrivare anche in Europa. Dopo il via libera della Food and Drug Administration (FDA) di gennaio, il divieto volontario per la vendita di carne e latte è stato mantenuto negli Stati Uniti per gli animali clonati, ma non per la loro prole che allevatori hanno già inviato alla normale macellazione.

In Europa dopo il parere ambiguo presentato a fine luglio dall'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA), secondo la quale non ci sono indicazioni che sussistano differenze di sicurezza alimentare per latte e carne di animali clonati e della loro progenie, è particolarmente importante - sottolinea la Coldiretti - il risultato dell’indagine dalla quale emerge una forte opposizione dei cittadini italiani ed europei. L’80 per cento dei cittadini europei - sottolinea la Coldiretti - conosce infatti in cosa consiste la tecnica della clonazione animale ma ritiene che siano sconosciuti gli effetti di lungo periodo sulla natura (84 per cento), che potrebbe compromettere la biodiversità (63 per cento), che causi sofferenza agli animali (41 per cento) ed è moralmente sbagliata (61 per cento). Il 58 per cento ritiene pertanto che la clonazione a fini alimentari non sarebbe mai giustificabile con la maggioranza dei cittadini che non comprerebbe mai latte o carne da animali clonati e per questo l’83 per cento ha dichiarato che un sistema di etichettatura dovrebbe essere reso obbligatorio qualora fossero venduti prodotti derivati dalla progenie di animali clonati.

Dopo oltre undici anni dalla scoperta della pecora Dolly, pubblicata sulla rivista Nature del febbraio 1997, la clonazione - riferisce la Coldiretti - riguarda oggi già molti animali da allevamento dalle pecore ai maiali, dai tori ai cavalli, con sperimentazioni effettuate anche in Italia con il toro Galileo, la cavalla Prometea e anche con un muflone selvatico. La commercializzazione di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati è dunque - conclude la Coldiretti - un rischio inaccettabile che oltre ad un problema di scelta consapevole da parte dei consumatori e di rispetto della biodiversità pone evidenti perplessità di natura etica che occorre affrontare prima che sia troppo tardi.