7 dicembre 2019
Aggiornato 23:30
Dichiarazione del Ministro Maurizio Sacconi

Ritiro offerta per la nuova Alitalia

«Per i lavoratori interessati e per il Paese, si apre la strada che porta al fallimento di tutte le società del gruppo Alitalia»

Il ritiro dell'offerta per la nuova Alitalia da parte della società Cai è la logica conseguenza dell'assurda posizione ostruzionistica assunta dalla Cgil in alleanza con le sigle autonome di piloti e assistenti. L'ultima, letale, manifestazione di questo blocco ideologico-corporativo spiega molte cose nella travagliata storia di Alitalia ed evidenzia perché nessun operatore privato italiano o internazionale ha potuto realizzare un nuovo progetto economico-industriale per il gruppo.

Purtroppo, nonostante la evidente alternativa del fallimento che ora si prospetta, hanno prevalso, in alcuni, una cinica logica politica del tanto peggio tanto meglio, in altri, l'illusione di impossibili interventi pubblici - diretti o indiretti - o di inesistenti soluzioni alternative capaci di riprodurre i vecchi privilegi.
Un sincero apprezzamento deve essere rivolto a Cisl, Uil e Ugl che hanno avuto il coraggio di assumere una posizione responsabile.

Ora, per i lavoratori interessati e per il Paese, si apre la strada che porta al fallimento di tutte le società del gruppo Alitalia, perché il commissario ha una limitata liquidità ed ha il vincolo della migliore tutela dei creditori per cui è probabile sarà obbligato ad avviare le procedure per la messa in mobilità dei dipendenti. Purtroppo, ancora, il venir meno degli accordi fa cadere il rifinanziamento dello speciale fondo per i lavoratori del trasporto aereo (che integra gli ammortizzatori sociali fino all'80% del loro reddito), che allo stato delle cose è risultato avere una modestissima capienza.