25 gennaio 2022
Aggiornato 09:00
Clonazione e sicurezza alimentare

Coldiretti: «Già serviti a tavola carne e latte clonati»

Allarme del Wall Street Journal mentre dal Parlamento Europeo arriva duro stop

Latte, formaggi e carne provenienti dalla prole di animali clonati sono già entrati nella catena alimentare statunitense e potrebbero arrivare anche in Europa dove il Parlamento in una dura risoluzione invita a vietare su tutta la linea la clonazione per fini alimentari. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare la necessità di introdurre norme sul commercio internazionale per impedire che questa allucinante realtà arrivi sulle tavole dei consumatori comunitari.

Dopo il via libera della Food and Drug Administration (FDA) di gennaio, il divieto volontario per la vendita di carne e latte è stato mantenuto negli Stati Uniti per gli animali clonati, ma non per la loro prole che allevatori hanno già inviato alla normale macellazione, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal che riferisce della diffusa opposizione dei cittadini che hanno inviato ben 150mila lettere di protesta alla FDA.

In Europa dopo il parere ambiguo presentato a fine luglio dall'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) secondo la quale non ci sono indicazioni che sussistano differenze di sicurezza alimentare per latte e carne di animali clonati e della loro progenie, è particolarmente importante - sottolinea la Coldiretti - la decisa presa di posizione del Parlamento Europeo.

Nel testo della risoluzione si chiede infatti - riferisce la Coldiretti - di proibire «la clonazione di animali a scopi di approvvigionamento alimentare«, di vietare «l'allevamento di animali clonati o della loro progenie», di interdire «l'immissione in commercio di carne o prodotti lattieri ottenuti da animali clonati» e dai loro discendenti e, infine, di vietare anche «l'importazione di carni, latte, derivati, seme ed embrioni di animali clonati».

Dopo oltre undici anni dalla scoperta della pecora Dolly, pubblicata sulla rivista Nature del febbraio 1997, la clonazione - riferisce la Coldiretti - riguarda oggi già molti animali da allevamento dalle pecore ai maiali, dai tori ai cavalli, con sperimentazioni effettuate anche in Italia con il toro Galileo, la cavalla Prometea e anche con un muflone selvatico.

Se la netta contrarietà dei consumatori americani ha costretto le principali industrie alimentari statunitensi come la Dean Food a impegnarsi formalmente a non utilizzare il latte prodotto da mucche clonate, secondo un sondaggio on line sul sito www.coldiretti.it in Italia una netta maggioranza del 55 per cento ritiene necessario che l'Italia e l'Europa proibiscano sempre la possibilità di vendita di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati e ben il 36 per cento dei rispondenti chiede che l'Italia e l'Europa consentano la vendita di questi alimenti con una etichettatura obbligatoria che permetta ai consumatori di distinguerli. Solamente l'8 per cento ritiene - prosegue la Coldiretti - che la scienza ha dimostrato che questi alimenti sono perfettamente equivalenti agli altri ed è quindi necessario consentirne la vendita senza alcun tipo di indicazione, mentre l'1% non in grado di dare una risposta.

La commercializzazione di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati è - conclude la Coldiretti - un rischio inaccettabile che oltre ad un problema di scelta consapevole da parte dei consumatori e di rispetto della biodiversità pone evidenti perplessità di natura etica che occorre affrontare prima che sia troppo tardi.