27 gennaio 2022
Aggiornato 20:30
Ottenuti embrioni di pecora da cellule liofilizzate e resuscitate dopo alcuni anni

Clonazione, Coldiretti: «niente abbacchio da pecore liofilizzate»

E' quanto afferma la Coldiretti, in riferimento all'esperimento del Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate dell'Università di Teramo

L’importante è che le cellule di pecora liofilizzate e «resuscitate» non si trasformino in abbacchi per le tavole dei consumatori che hanno dimostrato in tutto il mondo una forte contrarietà alla commercializzazione di prodotti alimentari provenienti da animali clonati. E' quanto afferma la Coldiretti, in riferimento all'esperimento del Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate dell'Università' di Teramo, che per la prima volta ha ottenuto embrioni di pecora da cellule adulte dotate di nucleo che sono state liofilizzate e «resuscitate» dopo alcuni anni.

Lo scorso mese di luglio - ricorda la Coldiretti - la stessa all'Agenzia europea per la sicurezza alimentare ha espresso alla commissione europea un parere ambiguo che non allontana il rischio che sulle tavole dei cittadini comunitari arrivino carne, latte e formaggi provenienti da animali clonati. Una allucinante possibilità di cui né le imprese, nè i consumatori europei avvertono certamente il bisogno» e che - sottolinea la Coldiretti - oltre ad un problema di scelta consapevole e di rispetto della biodiversità pone evidenti perplessità di natura etica che occorre affrontare prima che sia troppo tardi.

Dopo oltre undici anni dalla scoperta della pecora Dolly, pubblicata sulla rivista Nature del febbraio 1997, la clonazione - riferisce la Coldiretti - riguarda infatti già molti animali da allevamento e, tra l'altro, è stata annunciata la clonazione «stabile» di un maiale per quattro generazioni dal genetista giapponese Hiroshi Nagashima dell'Università Meiji di Tokyo, mentre sperimentazioni sono state effettuate anche in Italia con il toro Galileo, la cavalla Prometea e anche con un muflone selvatico.

Se la netta contrarietà dei consumatori americani ha costretto le principali industrie alimentari statunitensi come la Dean Food a impegnarsi formalmente a non utilizzare il latte prodotto da mucche clonate, secondo un sondaggio on line sul sito www.coldiretti.it in Italia una netta maggioranza del 55 per cento ritiene necessario che l'Italia e l'Europa proibiscano sempre la possibilità di vendita di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati e ben il 36 per cento dei rispondenti chiede che l'Italia e l'Europa consentano la vendita di questi alimenti con una etichettatura obbligatoria che permetta ai consumatori di distinguerli. Solamente l'8 per cento ritiene – conclude la Coldiretti - che la scienza ha dimostrato che questi alimenti sono perfettamente equivalenti agli altri ed è quindi necessario consentirne la vendita senza alcun tipo di indicazione, mentre l'1% non in grado di dare una risposta