17 luglio 2019
Aggiornato 03:00
Banche

Bonanni: «Il modello di governance della BPM è positivo e va esportato»

«Lo statuto della Banca Popolare di Milano è stato tra i più aperti e democratici nel panorama delle banche popolari»

«Il modello di governance della Banca Popolare di Milano va salvaguardato e rilanciato perché è un esempio positivo di partecipazione e controllo dei lavoratori alla scelte di una grande azienda». E' quanto dichiara il Segretario Generale della Cisl, Raffaele Bonanni che oggi ha incontrato, presso la sede del sindacato, una rappresentanza della Cisl milanese e della categoria dei bancari.

«Lo statuto della Banca Popolare di Milano è stato tra i più aperti e democratici nel panorama delle banche popolari. Il sindacato ed i soci-lavoratori sono disponibili a rivedere in senso migliorativo il modello di governance, ma non intendono accettare diktat dall'alto. L'auspicio è che si apra un confronto che porti ad un punto di mediazione condiviso che non penalizzi la partecipazione dei lavoratori al controllo ed alla gestione dell'impresa». Per la Cisl va difesa la presenza dei rappresentanti dei soci lavoratori nel consiglio d'amministrazione. La Banca Popolare di Milano gode di ottima salute ed i risultati economici che continua ad ottenere sono da ascrivere anche al suo particolare sistema di «governance».

«E' un sistema che può essere modificato e migliorato»,aggiunge Bonanni, «Ma è un sistema che noi vogliamo esportare a tutto il mondo bancario e finanziario italiano, nell'ambito di un confronto sereno e non con imposizioni dall'alto».
«Nell'ultimo anno la BPM è stata oggetto di una dura campagna mediatica, volta a screditarne il sistema di governance. Ma noi non condividiamo il senso di queste critiche, né i rilievi che la Banca d'Italia ha fatto sulla gestione dell'istituto milanese. Il modello attuale di gestione, che prevede la partecipazione azionaria dei dipendenti, è determinato da un libero confronto assembleare, ed ha portato valore economico e patrimoniale alla banca. C'è chi vuole far credere che la banca va bene nonostante il suo sistema di governo. Invece secondo il sindacato è anche grazie al suo sistema democratico di governo che la banca va bene. La BPM ha distribuito un livello di dividendi mediamente in linea con quello degli altri istituti di dimensioni paragonabili. La politica di remunerazione del personale non ha recato danni alla platea dei soci e degli azionisti.«