16 ottobre 2021
Aggiornato 03:30
La giunta regionale approva un progetto di legge per promuoverne la qualità e la ruralità

Nuove norme per gli agriturismi dell'Emilia Romagna

Rabboni: «Premiamo la qualità dell'offerta e la nostra tradizione agricola»

Nuove norme per gli agriturismi all’insegna della «tradizione, tipicità, e valorizzazione dei prodotti dell’agricoltura dell’Emilia-Romagna». Il nuovo progetto di legge per una nuova disciplina degli agriturismi, approvato dalla Giunta regionale, punta a «promuovere la qualità e la ruralità degli agriturismi della regione - spiega l’assessore all’agricoltura Tiberio Rabboni - con la convinzione che la loro caratterizzazione e la forte distintività del tipo di offerta sia il punto di forza del settore».

Il testo, che sarà discusso a settembre dall’assemblea legislativa, prevede vincoli per garantire la qualità, controlli e sanzioni, incentivi per aumentare la ricettività delle strutture e promuovere la produzione agrolimentare regionale tipica. «L’attività degli agriturismi è complementare a quella agricola», sottolinea Rabboni. «Le nuove norme, nelle quali abbiamo tenuto conto di tutti gli interessi in gioco e del punto di vista delle associazioni di categoria, puntano a incentivare le scelte di qualità e la caratterizzazione dell’offerta agrituristica».

I vincoli - Il titolare dell’azienda agrituristica in Emilia-Romagna dovrà essere un agricoltore e dedicare il numero maggiore di giornate lavorate all’attività agricola.
Le strutture potranno essere create solo all’interno di edifici già esistenti.
L’80% dei prodotti utilizzati per i pasti dovranno provenire dallo stesso agriturismo, da aziende agricole del territorio o essere composto da prodotti regionali a marchio controllato (doc e dop); e anche per la restante quota pasti e bevande dovranno provenire preferibilmente da artigiani alimentari della zona e riferirsi alla tradizione regionale.
L’attività di ristorazione non potrà superare la media mensile (e non più annuale) di 50 pasti giornalieri. Tale limite potrà essere elevato di due pasti aggiuntivi per ogni camera o piazzola presente nell’agriturismo, per incrementare la presenza di turisti e le occasioni di soggiorni nel territorio.

I controlli - Sono resi obbligatori nel triennio e più stringenti i controlli di Province e Comuni per verificare il possesso e la permanenza dei requisiti soggettivi e produttivi.
Per chi non rispetta le regole sono previste multe.

Gli incentivi - La nuova disciplina incentiva la qualità attraverso la promozione dei club di eccellenza, dando loro la priorità nell’utilizzo delle risorse pubbliche regionali e comunitarie.
I club potranno essere costituiti volontariamente dagli agriturismi che si impegnano a rispettare particolari disciplinari qualitativi (relativi alle caratteristiche architettoniche degli edifici, ai menu offerti, alla prevalenza di materie prime aziendali, ai servizi di accoglienza).

La semplificazione dei processi di autorizzazione - Per esercitare l’attività agrituristica sarà sufficiente presentare al Comune e all’Ausl una dichiarazione di inizio attività.

Il contesto - Al 31 dicembre 2007 in Regione sono attivi 809 agriturismi che dispongono di 6544 camere e somministrano complessivamente 3.173.652 pasti annui.
La nuova disciplina punta a valorizzare il patrimonio economico, socio-culturale e ambientale del territorio rurale nonché ad integrare il reddito dell’impresa agricola secondo le indicazioni dell’Unione Europea e della nuova legge quadro nazionale del settore, approvata dal Parlamento italiano nel febbraio del 2006.